Celebrità in mostra al museo Carlo Bilotti
Cinquanta scatti di Timothy Greenfield-Sanders raccontano gli ultimi 40 anni di storia del cinema di Francesca Romana Cicero
Una triangolare empatia tra il fotografo, il modello e lo spettatore trascende la fissità naturale delle pose e consegna alle foto di Timothy Greenfield-Sanders, per le loro qualità intrinseche, l’identità di oggetto d’arte autonomo con valore estetico. Nato in Florida (Miami Beach, 1952), laureatosi alla “Columbia University” di New York in Storia dell’arte nel ’74 e conseguita la specializzazione in Belle Arti nel ’77, Greenfield-Sanders vive e lavora a New York ed espone le sue fotografie nei principali musei di tutto il mondo.
Al museo Carlo Bilotti una selezione di 50 ritratti, realizzati tra il 1976 e il 2007 – perlopiù di grande formato (180×150 cm) – ne evidenziano l’eleganza estetica e la qualità tecnica mediante la riproduzione delle icone del cinema del passato e contemporaneo. Attori e registi celebri si lasciano investire da un’unica fonte d’illuminazione su un fondale neutro, monocromo, secondo le coordinate di una ritrattistica tradizionale. L’impianto minimalista e la dimensione atemporale favorisce la fuga dall’autocontrollo di tali soggetti, che abitualmente consegnano la loro immagine all’occhio indiscreto delle telecamere e dei rotocalchi.
Assimilabili al mondo cinematografico e televisivo in cui tutto appare vero e anche più reale del reale, le fotografie di Greenfield-Sanders ritraggono con omogeneità di focus il lato migliore del soggetto, che punta lo sguardo verso l’obbiettivo e non assume alcuna posa pre-costruita.
La morbidezza della carta, presentata dentro una semplice cornice lignea e fissata all’estremità superiore del foglio, sottrae durezza all’immagine: le foto sono accomunate dalla stessa luminosa pacatezza comunicativa ed espressiva dello sguardo, fatta eccezione per pochi soggetti, come l’inquietante abilità seduttrice di Nicole Kidman.
Se a taluni pare eccessivo considerare la pittura un mezzo fotografico ante litteram, tuttavia l’immediatezza dell’emozione visiva, in cui si compie la fusione tra soggettività ed oggettività, è godibile mediante scatti di grande valenza psicologica, realizzati in bianco e nero o a colori.
Il risultato è costituito da una galleria di protagonisti degli ultimi 40 anni di cinema, celebrità internazionali – da Orson Welles (nella foto) ad Alfred Hitchcock (posti l’uno accanto all’altro, ancora dominatori della propria immagine), a Sidney Poitiers, Martin Scorsese, un’affascinante Jamie Lee Curtis dai capelli argentei e tanti altri – che con il loro talento hanno contribuito ad aumentare il fascino della cosiddetta “settima arte”.
L’esposizione, ideata come completamento delle iniziative volte a celebrare la Festa del cinema romana, è tuttora fruibile anche dal visitatore occasionale o da un pubblico giovanile attratto dalle celebrità più che da un interesse artistico.
Timothy Greenfield-Sanders – Movie stars, c/o Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Viale Fiorello La Guardia, fino al 13 gennaio 2008. A cura di Gianni Mercurio. Catalogo Skira 25 euro. Orario: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19 (la biglietteria chiude alle 18.30). Biglietto integrato museo + mostra: intero 6 euro; ridotto 4 euro. Informazioni e prenotazioni: tel. 06.82059127 (tutti i giorni dalle 9 alle 19.30).
11 dicembre 2007