Centro storico blindato per il voto di fiducia al governo Letta

Dopo la sparatoria che ha segnato il giuramento del nuovo esecutivo, chiusi via del Corso e largo Chigi. Blindate piazza Colonna, piazza Montecitorio e piazza del Parlamento di F. Cif.

Blindata piazza Montecitorio. Dopo la sparatoria di ieri mattina, domenica 28 aprile, nella quale sono rimasti feriti due carabinieri ed è stata coinvolta anche una passante, mentre il governo Letta prestava giuramento nelle mani del presidente della Repubblica, la Camera dei deputati voterà la fiducia in un clima di misure di sicurezza straordinarie, che potrebbero diventare permanenti. Chiusi via del Corso e largo Chigi. Blindate piazza Colonna, piazza Montecitorio e piazza del Parlamento. L’obiettivo: presidiare tutti gli accessi ai palazzi di governo, come anche l’accesso al Senato, ai tribunali, alle sedi di partito e ad alcune ambasciate.
La misura, disposta dalla Questura di Roma, entrerà in vigore un’ora prima dell’insediamento del nuovo governo, poco prima delle 15. Ad essere esteso è il transennamento della piazza, ovvero lo spazio antistante l’ingresso di Montecitorio, interdetto non solo ai veicoli ma anche ai pedoni. Una novità, nel sistema di prevenzione nel centro storico, dopo il gesto folle di Luigi Preiti, che nonostante il presidio delle forze dell’ordine è riuscito ad avvicinarsi armato ai varchi di accesso a Palazzo Chigi, aprendo poi il fuoco sui carabinieri. In quest’area, è stato disposto dalla Questura, potranno passare solo ministri, cariche istituzionali, oltre ovviamente ai parlamentari e ai loro collaboratori e ai dipendenti di Montecitorio. Rafforzata anche la presenza nella piazza degli uomini delle forze dell’ordine: raddoppiati, in genere, i dispositivi di vigilanza, secondo quanto stabilito dal questore Fulvio Della Rocca già pochi minuti dopo il ferimento dei due carabinieri.

Dopo il vertice d’emergenza che si è tenuto ieri, domenica 28 aprile, al Viminale per fare il punto sulla situazione non si esclude, a breve, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza. Intanto, fanno sapere dal Viminale, si lavora sulla rimodulazione dei dispositivi, per cercare di prevedere ogni scenario ed eliminare i “buchi neri”. Esclusa, al momento, la possibilità di ricorrere a misure drastiche. Lo testimoniano le prime decisioni del neo ministro degli Interni Angelino Alfano: rafforzare la vigilanza a obiettivi sensibili e sedi istituzionali, senza però renderli inaccessibili ai cittadini. E predisporre misure “immediate”, che saranno riviste nei prossimi giorni, per i ministri che fino ad oggi non avevano protezione.

29 aprile 2013

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