“Città e Chiesa”, un incontro possibile
Al seminario promosso dall’Unione cristiana imprenditori il rapporto tra le due realtà. Il cardinale Vallini sulla missione del cristiano negli spazi urbani: «Avere il coraggio di testimoniare la fede» di Daniele Piccini
Un’osmosi e una simbiosi di vicendevole vantaggio: è questa la forma della relazione che nella società contemporanea assumono “Città e Chiesa”, tema del seminario di formazione organizzato, martedì 17 aprile, presso la Casa La Salle, dal Comitato tecnico-scientifico dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti (Ucid).
Lo scopo degli incontri annuali dell’Ucid, come ha spiegato Angelo Ferro, presidente emerito, nel suo intervento introduttivo, è di dare significato all’ «essere buoni», «interpretando il nostro modo di fare impresa pensando al bene comune». «Profitto e sviluppo – ha aggiunto Ferro – vanno infatti coniugati con il bene comune. Questo costituisce la “responsabilità dei primi”, dei più fortunati: non guardare agli ultimi con sufficienza».
«La Chiesa, popolo di Dio – ha spiegato il cardinale vicario Agostino Vallini – mira a immettere nel tessuto sociale senso e significato attraverso la testimonianza di cristiani-cittadini. La Chiesa e la città vivono in compenetrazione». Difficile dire tuttavia, all’epoca della globalizzazione, cosa sia davvero la città. «Roma ad esempio – ha spiegato ancora il porporato – si caratterizza oggi, secondo il sociologo Giuseppe De Rita, da una perdita di identità collettiva: negli ultimi 60 anni la Capitale ha accolto infatti un milione di persone. Nei quattro anni del mio mandato – ha aggiunto il cardinale Vallini – ho inaugurato 8 centri parrocchiali, 7 cantieri sono tutt’ora attivi e 10 dovranno essere aperti. Nessuno può dire oggi che cosa sia Roma. È multiculturale, ma anche molto confusa. L’assetto urbanistico poi non aiuta le relazioni ed esistono quartieri dormitorio dove si abita, ma non si vive. In Italia, la Chiesa ha tuttavia sempre avuto un ruolo importante e attivo».
L’evangelizzazione è il suo compito principale: «Oggi i centri commerciali – ha aggiunto il cardinale – sono i nuovi aeropaghi. La Chiesa deve andare dove c’è la gente ed evangelizzare prima di tutto attraverso la testimonianza dei cristiani. Da qui nasce infatti l’incontro tra Chiesa e città: nel fatto che i cristiani vivono la loro fede e hanno il coraggio di testimoniarla. La città è la terra in cui la Provvidenza fa vivere il cristiano, dandogli il compito di impegnarsi nella costruzione della città dell’amore. I cristiani sono amici della città, devono farsi promotori di relazioni positive, testimoniando la pienezza dell’umano, e di cultura, favorendo la nascita di centri culturali cristianamente ispirati».
La storia ha intrecciato indissolubilmente le istanze della città e della Chiesa. «I valori cristiani – ha spiegato Paolo Blasi, fisico, rettore dell’Università di Firenze e presidente dell’Ucid Toscana – sono stati alla base della vita civile, fino alla Rivoluzione francese. Dal ‘700 in poi i governi hanno tendenzialmente cessato di legiferare a favore dei diritti del popolo, e hanno lavorato sempre più per entrare nella vita dei cittadini, fino a proporre delle leggi su temi come la vita e la morte». La crisi economica finanziaria, in cui la comunità mondiale si trova, pone a città e Chiesa compiti precisi.
«La città – ha proseguito Blasi – deve combattere situazioni di disagio, recuperare il valore dell’educazione e della responsabilità collettiva. Abbandonare gli interessi corporativi e le ideologie, per recuperare la conoscenza diretta della realtà. La missione della Chiesa nella città è far conoscere Dio. Ogni cristiano deve acquisire una fede matura per promuovere proficue relazioni e dare il proprio contributo. Se la Chiesa vuole incidere sulla città deve formare cristiani e lasciarli liberi di agire nei diversi contesti».
19 aprile 2012