Clericus Cup: la Lateranense approda in finale

Battendo ai calci di rigore la “Mater Ecclesiae”, gli 11 di Cerquetani si qualificano per lo scontro del 26 maggio di Rosario Capomasi

Pontificia Università Lateranense contro Redemptoris Mater (vittoriosa 1-0 sulla Sedes Sapientiae nell’altra semifinale): sarà questa la finale della prima edizione della Clericus Cup in programma sabato prossimo all’oratorio S. Pietro, in quella che sarà una rivincita per i ragazzi di Cerquetani dopo la sconfitta patita nel girone di qualificazione. Giusto epilogo, questo, di un torneo che non è stato certo avaro di emozioni. Anche oggi. Gli universitari di S. Giovanni hanno infatti battuto 7 a 6 ai calci di rigore, dopo una maratona calcistica durata due ore, i sempre agguerriti “Legionari di Cristo” della Mater Ecclesiae guidati dall’allenatore Marco Rosales. Immancabili sugli spalti i suoi appassionati tifosi, ammirevoli nel sostenere i propri giocatori anche dopo la sconfitta, e per questo pubblicamente ringraziati dal mister e dalla squadra con una corsa sotto gli spalti a fine match.

Quando il direttore di gara, il signor Claudio Stamile, fischia l’inizio delle ostilità , la Lateranense, come suo solito, attacca a spron battuto e già al primo minuto il polacco Tumiel sfiora il gol con un tiro di poco alto per poi ripetersi al 5’ ma stavolta è il difensore Astorga, poi negativamente protagonista ai rigori, che salva anticipandolo all’ultimo momento. La tattica attendista di Rosales dà i suoi frutti quando all11’ il boliviano Flores colpisce la traversa con un tiro improvviso che Giammaresi non vede neanche partire: pericolo scamapato e biancogialli avvertiti, la Mater Ecclesiae c’è. Dopo cinque minuti, infatti, un grave errore difensivo della Lateranense mette il messicano De Paz in condizioni di battere a rete ma il centrocampista si impappina e l’occasione sfuma. Sembra che il livello dello spettacolo finalmente decolli ma l’alta posta in palio frena un po’ le squadre che finiscono per fronteggiarsi a centrocampo, contando sugli spunti dei loro fuoriclasse, Tumiel e Laime. Il primo tempo si chiude con una netta convinzione: se qualcuno non tira fuori dal cilindro una giocata i supplementari saranno ben più di una probabilità.

La seconda frazione di gara si apre con un tiro del “legionario” Ruben Flores di poco sopra la traversa e sotto un sole che incomincia ad esigere un maggiore sforzo: i ventidue in campo accusano la fatica ben prima di quanto si pensasse e inevitabili arrivano i primi duri falli. Ne sa qualcosa il centrocampista biancogiallo Di Giandomenico che, in seguito ad un’azione in percussione, viene fermato bruscamente al limite dell’area tra le proteste di Cerquetani che per l’occasione indossa una maglietta che invita al fair play. Al 44’ inizia la girandola delle sostituzioni e cinque minuti più tardi c’è la prima occasionissima per la Lateranense: il distratto De La Cruz, portiere messicano della Mater Ecclesiae, perde il pallone dopo un’uscita scoordinata ma Di Giandomenico non ne approfitta e l’estremo difensore recupera. I blu di Rosales rispondono poco dopo ed è stavolta Laime, su cross dal fondo di Flores, a sprecare tirando alto da due passi. La partita prende quota ma non lo sciagurato, per dirla alla Brera, De La Cruz: al 54’ un’altra sua uscita avventata potrebbe costare cara alla sua squadra ma è l’arbitro a salvarlo fermando il gioco per un precedente fuorigioco. Il tempo di registrare un’uscita di pugno di Giammaresi su De Paz al 55’ che due minuti dopo la Lateranense butta incredibilmente al vento il vantaggio: punizione di Parasmo al limite, la palla sorvola l’area e Di Giandomenico calcia al volo davanti a De La Cruz che fa la parata della vita: mister Cerquetani contiene i gesti e le parole di stizza ricordandosi della sua t-shirt. È l’ultimo sussulto, i supplementari sono la logica conseguenza di troppi errori sotto porta commessi da due squadre che si sono equivalse.

Sorretti da un tifo incessante e dalle parole di coraggio di don Marco Rosales gli azzurri della Mater rientrano in campo insieme ai biancogialli scambiandosi strette di mano e facendosi sportivamente gli auguri reciproci. Che vinca il migliore. Ma, dicono i 20 minuti complessivi dei supplementari, un migliore ancora non c’è. Dopo l’ennesima palla-gol sprecata da Di Giandomenico al 6’ del secondo tempo supplementare quando, ancora una volta a tu per tu con il portiere avversario, tira tra le sue braccia, la contesa sarà decisa ai rigori.

Dopo sette tiri tutti trasformati dalla Lateranense, il settimo della Mater Ecclesiae è quello decisivo: Cesar Astorga, calcia forse con troppa sicurezza e il tiro, molto angolato, finisce sul palo alla destra di Giammaresi. Scene di giubilo da una parte, rabbia e tristezza dall’altra ma con la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per onorare il torneo: «Sono fiero dei miei ragazzi – dice don Marco Rosales – perché ci hanno provato fino in fondo ma siamo stati sfortunati con quel palo. Sono comunque soddisfatto di come è andata la competizione e, soprattutto, ringrazio questi magnifici tifosi che ci hanno sempre sostenuto. Sarà per l’anno prossimo».

È dura raggiungere Marco Cerquetani, mister vittorioso preso dai festeggiamenti, tanto burbero in campo quanto sportivo fuori: «Credo che oggi possiamo tranquillamente affermare – dichiara ridendo – che il migliore in campo dei miei uomini sia stato il palo che ci ha permesso di andare in finale. Scherzi a parte, devo ringraziare i miei giocatori ma certi errori sotto porta non si possono proprio fare. No, non ho creduto di perdere anche se nel calcio vige la regola “gol sbagliato, gol subito”, ma certe cose le dobbiamo rivedere. Per adesso mi godo questo momento».

19 maggio 2007

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