Autori nordici e Soul Singers, doppio appuntamento

Due eventi infrasettimanali per la rassegna diocesana, a San Marcello al Corso e a Santa Maria in Aquiro di Mariaelena Finessi

Ancora due particolarissimi appuntamenti, quelli in calendario per la rassegna dei “40 concerti nel giorno del Signore”. Domenica 20 maggio l’incontro è con la produzione corale di autori nordici. Legati tuttavia da altro, non solo da una comune provenienza territoriale. «L’area geografica baltica comprende, sì, una serie di nazioni in cui il clima e la scarsa densità abitativa infondono alla musica connotazioni stilistiche proprie – Fabrizio Barchi, direttore dell’orchestra e del coro Musicanova, racconta la scelta operata per il concerto -, tuttavia nei lavori di questi musicisti risalta una forte componente introspettiva». Il dialogo fideistico «è caratterizzato da un percorso individuale», una sorta di ricerca in prima persona al termine della quale «gli autori, non senza lacerazioni, ci offrono con la loro opera la soluzione al travagliato rapporto con Dio».

Le musiche in programma, per la serata a San Marcello al Corso, sono quelle di Sibelius, il compositore più importante della Finlandia. Suo è il “Soi kiitokseksi Luojan” (Inno al Creatore), caratterizzato da un impatto sonoro pieno e da una severità che è il dato predominante nella musica del compositore. Quindi Edvard Grieg con la Norvegia, anche se non rientrerebbe nel novero dei paesi Baltici. Uno strappo dovuto alla «coincidenza del centenario della morte e alle caratteristiche peculiari della sua musica». Suoi sono i salmi “Hvad est du dog sjon” (Quanto è bello il Figlio di Dio) e “I Himmelen” (In Paradiso). Quindi “Pingst” (Pentecoste) dello svedese Oskar Lindberg: «Breve pagina corale in cui ritroviamo un accuratissimo impianto armonico e l’assenza di soluzioni musicali pacate o scontate». Non mancherà la scuola estone di Arvo Pärt, nelle cui opere, avvolte da un alone mistico, si sentono riecheggiare melodie gregoriane e polifonie arcaiche. A ciò si aggiunge quella personale tecnica, definita “tintinnabuli”, basata sull’utilizzo reiterato di pochi suoni che ritornano frequentemente, come per il rintocco di una campana: il “Magnificat” e il “Te Deum” sono allora tra le produzioni corali più rappresentative del suo stile. Chiudono lo “Stabat Mater” di Urman Sisask, e il “Cantate Domino” di Vytausas Miskinis.

L’altro concerto infrasettimanale, giovedì 24 maggio, è a Santa Maria in Aquiro con la musica dei Soul Singers, una realtà originale del panorama coristico romano: 50 elementi che attingono alla ricca tradizione musicale dei neri d’America ed eseguono esclusivamente brani di genere gospel e spiritual. Il direttore Franco Riva, anima della formazione, è colui che – esordito nel 1948 come arrangiatore dell’orchestra di Pippo Barzizza e passato attraverso le collaborazioni con noti artisti, in testa a tutti il rinomato quartetto Cetra – oggi prepara gli originali arrangiamenti in cui si fondono la tradizione musicale americana con quella europea. Il risultato è che ogni pezzo viene rivestito di tonalità più moderne, di genere prevalentemente jazz. «In questi anni – racconta il maestro Riva – ho sempre rifiutato di presentare gli spiritual e i gospel nella loro veste originale; ne ho cambiato lo spirito dando importanza non tanto al cupo lamento di un popolo oppresso dalla schiavitù, quanto all’anelito di libertà ed al messaggio di speranza in un futuro migliore che traspare dai testi originali. Tutto questo mi ha permesso di dare ai brani un’impostazione più incline al sorriso che al pianto». Il repertorio è ghiotto: dai tradizionali “A great camp meeting in the promised land”, “He’s got the whole world in his hand” e l’arci-canticchiata “When the Saints go marching in” a “The exodus song” di Ernest Gold, “Consideration” di Thomas A. Dorsey e “Wanna thank you” dello stesso Riva.

L’avventura dei “40 concerti”, almeno per la stagione invernale e primaverile, giunge al termine: domenica 27 maggio è infatti l’ultimo appuntamento, a San Giovanni in Laterano, con le musiche della Pentecoste, il coro della diocesi e l’orchestra sinfonica Nova Ars diretti dal maestro monsignor Marco Frisina. Ingresso libero, ore 20.30.

18 maggio 2007

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