Clonati siti contro la violenza sulle donne
L’associazione Giovana d’Arco onlus e l’associazione di promozione sociale Genere femminile in un comunicato stampa congiunto rilanciano l’allarme diffuso da un articolo de “il Fatto Quotidiano” di R. S.
Riprendendo un articolo apparso su “Il Fatto Quotidiano” il 21 luglio scorso nel quale Ilaria Lonigro denunciava la clonazione da parte di alcuni gruppi misogini di diversi siti contro la violenza sulle donne, l’associazione “Giovanna d’Arco” onlus e l’associazione di promozione sociale “Genere femminile” rilanciano l’allarme che riguarda anche alcune pagine Facebook, clonate per affermare che i centri di ascolto per donne maltrattate siano luoghi «da evitare in ogni caso» in quanto covi di «calunniatrici che istigano al divorzio».
«Ciò che accomuna questi siti – si legge in un comunicato congiunto a firma di Cotrina Madaghiele, presidente di “Genere femminile”, e Maria Pia Capozza, presidente di “Giovanna d’Arco”- è la negazione del fenomeno della violenza sulla donna, l’esaltazione di notizie tendenziose, che non trovano riscontro nella stampa nazionale o locale, e la revisione storica». Eppure secondo l’ufficio stampa italiano di Facebook, riferiscono le due responsabili, «alcuni gruppi non violano i termini di utilizzo e dunque non saranno chiusi. Unica possibilità per gli utenti è quella di segnalare “commenti inopportuni”».
A mettere maggiormente in allarme è la voluta somiglianza della url con quella dei siti che realmente aiutano donne e minori vittime di violenza: donne alla ricerca di sostegno e informazioni possono incappare facilmente in queste pagine web. Per questo l’associazione di promozione sociale “Genere Femminile”, che persegue finalità di solidarietà e di inclusione sociale in favore delle donne, e l’associazione Giovanna d’Arco onlus, che dal 2001 si occupa di tutela dei minori e contrasto alla pedofilia, «si uniscono al coro di indignazione per questi misogini che stanno occupando qualsiasi spazio sul web negando la veridicità dei dati statistici e dei fatti veri per seminare le loro folli ideologie violente contro la donna. Invitano le donne a continuare a far riferimento ai veri centri di ascolto. Auspicano che le forze dell’ordine possano far luce sulla problematica e perseguire i colpevoli», si prosegue nel comunicato. Intanto, interpellata da “Il Fatto Quotidiano”, la polizia postale ha fatto sapere che esaminerà i siti per verificare la possibilità di intervento.
24 luglio 2012