Enti locali, via le province di Rieti, Latina e Viterbo
I parametri stabiliti dal Consiglio dei ministri per la riorganizzazione degli enti locali portano verso la cancellazione dei tre enti locali. Polverini: «Spero si possa lavorare a modifiche di buon senso» di R. S.
Varati venerdì scorso, 20 luglio, dal Consiglio dei ministri i parametri per la riorganizzazione degli enti locali. 350mila abitanti, per un’estensione territoriale di 2.500 chilometri quadrati: questi i limiti stabiliti, che porterebbero all’eliminazione di tre province del Lazio: Rieti, Viterbo e Latina, che non hanno i requisiti per sopravvivere. Si salva solo quella di Frosinone, mentre Roma diventerà Città metropolitana entro il 2013. La strada per evitare la cancellazione è l’accorpamento, entro 40 giorni dalla definizione dei nuovi parametri da parte del governo, a cura del Consiglio delle autonomie locali istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali. All’esecutivo poi il compito di vidimare le scelte operate sul territorio.
«L’Italia non è un deserto dove i confini si possono determinare con un tratto di penna, ma il governo, purtroppo, sembra pensarla diversamente: proveremo a fargli cambiare idea forti dell’appoggio, bipartisan, dei parlamentari, deputati e senatori del Lazio», dichiara la presidente della Regione Renata Polverini in merito al piano di riordino delle province. Con i nuovi criteri, sottolinea, per quello che riguarda il Lazio «al danno si è aggiunta anche la beffa: rischiamo di perdere la provincia di Viterbo per 30mila residenti in meno del necessario e quella di Latina per 49 chilometri quadrati in meno di quanto stabilito con il decreto votato dal Consiglio dei ministri». Rieti invece «avrebbe chilometri quadrati in abbondanza, ma non abbastanza abitanti secondo una proporzione che non risponde né a logiche di risparmio concrete e realistiche, né a criteri storici, economici o sociali. Persino Frosinone, che pure avrebbe tutti i requisiti sanciti dal decreto odierno, si salverebbe in modo virtuale, considerato che perderebbe il capoluogo».
«Spero comunque – conclude Polverini – che si possa lavorare a qualche piccola modifica di buon senso che raccolga le istanze dei nostri territori e la volontà di tutte, o quasi, le forze politiche presenti in consiglio regionale».
23 luglio 2012