“Compromessi sposi”, parodia leggera e satirica di Buccirosso

Sul palco della Sala Umberto Don Rodrigo diventa un usuraio di Acerra trasferitosi a Como e Renzo e Lucia due giovani in difficoltà economiche di Toni Colotta

La parodia, si sa, è la deformazione di un’opera seria e venerata, al solo scopo di riderne, senza oltraggio. Nel corso dei secoli è toccato alla “Divina Commedia”, a Shakespeare, D’Annunzio. Non poteva sfuggire Manzoni coi suoi “Promessi sposi”. Il parodiante è Carlo Buccirosso che ha deformato il romanzo senza cambiarne ambientazione, facendone “I compromessi sposi”, in scena alla Sala Umberto ancora per una settimana.

Buccirosso è attore cresciuto al fianco di Vincenzo Salemme quindi di forte radice napoletana e di estrosa personalità, che ha riversato nel talento di autore restando fedele ad una comicità un po’ stralunata. Per sé qui si è riservato, oltre alla regia, il ruolo di Don Rodrigo: un usuraio di Acerra trasferitosi, ovviamente, a Como, spinto dal bisogno di rimpolpare il capitale. E la sua attenzione si appunta su Don Abbondio, Perpetua, Renzo e la povera Lucia in difficoltà economiche, attirandoli con tassi d’interesse convenienti ma usando pure mezzi di pressione sconvenienti. Per raddrizzare le finanze arriva a contattare il «boss» del luogo, l’Innominato, ormai pentito. Ma non è una cosa seria, direbbe Pirandello, e si può perdonare a Buccirosso qualche birichinata di troppo. Alla leggerezza della satira contribuiscono musica, canto e danze.

26 aprile 2010

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