Con giovani e famiglie nella chiesa del Torrino
Si prepara a festeggiare il decennale la parrocchia di San Giovanni Battista de La Salle, nel nuovo edificio di culto inaugurato lo scorso dicembre. Tra le attività, l’oratorio-laboratorio e la Banca del Tempo di Ilaria Sarra
C’è profumo di nuovo tra le pareti e i banchi della chiesa di San Giovanni Battista de La Salle, in zona Torrino. Il nuovo edificio di culto, infatti, è stato inaugurato lo scorso dicembre, dopo anni in cui parrocchiani e sacerdoti si sono dovuti accontentare di poche stanze sotto un garage per celebrare Messa e ritrovarsi insieme. Ora, invece, la parrocchia accoglie i fedeli con la sua semplicità geometrica. E con le risa e le voci dei bambini, che giocano su scivoli e casette sistemati nel cortile proprio per loro. A volerli il parroco, don Giampaolo Perugini: «Per fare avere alle mamme un posto dove portare i propri piccoli». L’interno della chiesa dà l’idea di una barca, il motivo sotto l’altare richiama le onde del mare. Le finestre e il crocifisso posto nel mezzo, le vele e l’albero maestro.
Il Torrino è un quartiere giovane, con famiglie e tantissimi ragazzi, molti dei quali si ritrovano il pomeriggio a giocare negli spazi dell’oratorio. Al centro di un grande piazzale, che doveva fungere da parcheggio, don Giampaolo ha fatto installare un piccolo prato sintetico con due porte: «Così possono venire a giocare a calcio. Abbiamo anche un parco bici per i bambini che possono, in questo modo, divertirsi e scorrazzare».
E intanto don Giampaolo e i suoi collaboratori si stanno preparando per riprendere, a ottobre, le tante attività pastorali. «Dal 30 settembre al 10 ottobre si svolgerà una missione nel quartiere – spiega il sacerdote – con l’aiuto di 20 seminaristi del Maggiore e delle suore Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria (note anche come Francescane Missionarie d’Egitto) che, da tanti anni, sono presenti sul territorio. Andranno nelle scuole a testimoniare la loro vocazione e nelle case a pregare insieme alle famiglie che vorranno aprire la loro porta, costituendo dei Cenacoli della Parola perché, come diceva Giovanni Paolo II, “si deve fare della Chiesa una grande famiglia e della famiglia una piccola Chiesa”. Inoltre approfitteremo per festeggiare anche il decennale della parrocchia».
Ognuno dei 10 giorni sarà dedicato a qualcosa di diverso: il 3, per esempio ricorre la memoria della Madonna di Pompei e i giovani del Gam (Gioventù ardente mariana) animeranno una giornata dedicata alla Madre di Gesù; il 4, invece, si festeggia San Francesco e allora tutti dalle suore, nell’Istituto Santa Chiara, a riflettere sulla figura di uno dei patroni d’Italia. Un pomeriggio sarà dedicato al sacramento della Confessione; un altro a chi ha subito un lutto; un altro ancora all’introduzione alla Lectio Divina. E il 10, infine, si concluderà con le cresime: «Questo vuole essere un segno – dice il parroco – un passaggio di testimone ai ragazzi che proprio il giorno in cui si conclude la missione, riceveranno lo Spirito Santo».
Dopo l’estate ripartirà anche l’oratorio-laboratorio “Stella Polare”, chiamato così «perché questa zona – sottolinea don Giampaolo – è caratterizzata da vie con nomi di astri e pianeti, e poi perché quella Polare è la stella che i naviganti, da sempre, hanno come riferimento per la loro rotta. Non solo naviganti di mare, ma anche chi è alla ricerca di senso e di Dio». Un oratorio-laboratorio perché si potrà scegliere fra diversi ambiti: teatro, musica, arte e informatica, per coloro che si occuperanno del sito parrocchiale e del giornalino. «Con la speranza – confida don Giampaolo – di riuscire a far partire anche una radio web».
A settembre riprenderanno anche gli incontri di varie realtà e movimenti presenti in parrocchia, dal Rinnovamento nello Spirito al coro, dalla Legio Mariae al gruppo di giovani universitari. Ma in programma c’è anche una novità, per l’anno pastorale 2010-2011: la Banca del Tempo, grazie alla quale le persone anziane potranno mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri. «Sarà un modo per occuparli e far sì che trasmettano tutto il loro sapere alle nuove generazioni» conclude don Giampaolo.
22 luglio 2010