Contro l’abbandono dei neonati c’è il progetto “Ninna ho”
Fino al 30 giugno la campagna di informazione sull’iniziativa nata nel 2008, che a Roma coinvolge il Policlinico Casilino, con una culla termica. Attivo un numero verde per le donne in difficoltà di R. S.
Informare le donne in grave difficoltà del diritto al parto in anonimato in qualsiasi ospedale italiano e della presenza di una culla termica salvavita presso l’ospedale Casilino. Questo l’obiettivo del progetto “Ninno ho” contro l’abbandono dei neonati, che la Fondazione Francesca Rava sta portando avanti nella Capitale. Accanto alla Fondazione anche il Network KMG in Italia, la più importante piattaforma di servizi professionali alle imprese a livello nazionale e internazionale, e la Marina militare italiana, da tempo impegnata nel sostegno alle attività di raccolta fondi in aiuto all’infanzia in condizioni di disagio.
Il progetto, che ha il patrocinio del ministero della Salute e dalla Società Italiana di Neonatologia, è nato in realtà nel 2008, con un duplice intendo. Da una parte, si voleva informare le donne in grave difficoltà sulla possibilità prevista dalla legge italiana di partorire in qualsiasi ospedale italiano in modo sicuro con diritto all’anonimato, senza dovere riconoscere il bambino. Dall’altro l’obiettivo era offrire un’alternativa ai gesti estremi di abbandono, un tragico fenomeno sommerso, con l’installazione di culle salvavita nelle immediate vicinanze di alcuni ospedali, collocate in piccoli fabbricati accoglienti e anonimi, collegati ai rispettivi reparti di neonatologia.
Ad oggi le culle del progetto Ninna ho sono state donate al Policlinico Federico II di Napoli, all’Ospedale del Ponte di Varese, all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Azienda Ospedaliera di Padova e all’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze. A Roma, aderisce alla campagna informativa anche il Policlinico Casilino, dove è presente una culla termica del progetto Ninna ho, così come la Clinica Mangiagalli di Milano.
«Ci appelliamo ai media nazionali, territoriali, in particolare nelle città dove le culle sono state installate, tra le quali Roma, affinché ci aiutino ad amplificare sempre più la conoscenza di queste possibilità salvando così preziose vite, delle donne e dei loro bambini», affermano in un comunicato congiunto Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava, e Giovanni Rebay, partner di KPMG. In concreto la campagna, che si protrarrà fino a fine giugno, prevede 714 pendoli sugli autobus, 350 spot da 30 secondi su Radio Dimensione Suono, Radio Dimensione Suono Due, Radio Subasio, Radio Latte Miele, Radio Rock e diverse uscite su free press.
L’attività di comunicazione e sensibilizzazione legata al progetto si svolge in 5 lingue. Volantini, poster e locandine sono distribuiti periodicamente laddove è presumibile che possano essere visti dalle madri in difficoltà. Ancora, su www.ninnaho.org è possibile consultare le informazioni sulle culle termiche, sulla legislazione vigente, sugli ospedali che aderiscono all’iniziativa. E un operatore specializzato dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 15 risponde al numero verde 800 320 023 per fornire ascolto e orientamento alle donne in difficoltà.
27 giugno 2014