Policlinico Gemelli, «Restare fedeli ai valori fondanti»

L’appello nell’omelia del Papa letta dal cardinale Scola. La delusione, tra personale e malati, per il mancato arrivo di Francesco per indisposizione. La Messa celebrata dall’arcivescovo di Milano di Daniele Piccini

Quando tutto era pronto, all’ultimo minuto, un’«improvvisa indisposizione», secondo una nota della Sala stampa della Santa Sede, ha impedito a Papa Francesco di visitare venerdì pomeriggio il Policlinico Gemelli, appuntamento programmato in occasione della solennità del Sacro Cuore di Gesù (cui l’Università è intitolata) e dei cinquant’anni di vita del Policlinico. All’annuncio del forfait, letto dal vescovo Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’ateneo, la delusione si disegna sui volti dei circa cinquemila fedeli che presidiano il piazzale d’ingresso del Policlinico. Dai balconi “gli specializzandi di ematologia” ammainano il loro striscione che salutava Papa Francesco: il Pontefice avrebbe visitato proprio il loro reparto.

«C’è grande dispiacere per l’assenza del Papa – dichiara Maurizio Guizzardi, direttore del Policlinico -, speriamo che si ristabilisca presto e torni a far visita al Gemelli». La signora Maria era arrivata da Catania per vedere il Papa ed era al Policlinico già dalle 10 di mattina: «Ero emozionata e felice. Purtroppo è andata cosi». Una signora di religione musulmana, «venuta qui per ringraziare personalmente Papa Francesco per le sue parole concilianti verso il mondo islamico», la prende con filosofia: «È un peccato, ma sono certa che ci saranno altre occasioni». Sul piazzale degli Istituti Biologici del Policlinico Gemelli, il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano e presidente dell’Istituto Toniolo, ente promotore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presiede la Messa al posto del Pontefice. Dall’altare sul palco, dove siedono cardinali e vescovi concelebranti – tra cui il vicario di Roma, Agostino Vallini, e il vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria oltre che presule incaricato del Centro diocesano per la pastorale sanitaria – il cardinale Scola legge l’omelia di Papa Francesco: un confronto tra la fedeltà di Dio («L’amore del Signore è per sempre»), che si manifesta «nell’umiltà del cuore di Gesù», e la volubilità degli uomini, sempre «indotti a cercare il cambiamento, negoziando le radici della nostra esistenza, della nostra fede». Con l’invito ai medici e al personale paramedico del Policlinico: «Accogliere la vita come avvenimento del suo amore» e «testimoniare questo amore ai fratelli – sono le parole del Papa – in un servizio umile e mite. Ciascuno di voi porta ai malati un po’ dell’amore del Cuore di Cristo, e lo fa con competenza e professionalità. Questo significa rimanere fedeli ai valori fondanti che padre Gemelli pose alla base dell’ateneo dei cattolici italiani, per coniugare la ricerca scientifica illuminata dalla fede e la preparazione di qualificati professionisti cristiani».

Al termine della celebrazione il cardinale Scola, a nome di tutti i presenti e dei vertici della Cattolica, invia «un grande abbraccio a Papa Francesco perché si riprenda da questa indisposizione». «Il ritmo degli impegni del Papa – spiega il direttore della Sala stampa della Santa Sede padre Federico Lombardi – è talmente assillante che non sorprende che ogni tanto ci sia un momento di cambio di programma dovuto a stanchezza e indisposizione». Confermati gli impegni in agenda per il fine settimana, conclude, «non vi sono motivi di preoccupazione per la salute del Papa».

30 giugno 2014

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