“Instrumentum”, una pastorale attenta alle famiglie in crisi

Presentato il documento di lavoro del Sinodo dei vescovi in programma in Vaticano dal 5 al 19 ottobre. Sintetizza le risposte delle Chiese locali di tutto il mondo al questionario di R. S.

Si chiama “Instrumentum laboris” e sintetizza le risposte delle Chiese locali al questionario su matrimonio e famiglia proposto lo scorso novembre dal documento preparatorio al Sinodo. È stato presentato questa mattina, 26 giugno, nel corso di una conferenza stampa in Vaticano. Il documento fa trasparire le criticità della famiglia che però resta cardine e cellula fondamentale della società. Nella sua prima parte, l’Instrumentum Laboris si concentra sulla difficoltà di comprendere il valore della “legge naturale”, posta alla base della dimensione sponsale tra uomo e donna, e sulla privatizzazione della famiglia.

Il primo aspetto sottolinea il rischio della teoria del gender che mina l’idea del “per sempre” per l’unione coniugale, porta ad accettare la poligamia o il ripudio del coniuge, favorisce divorzio, convivenza e contraccezione. La privatizzazione della famiglia, invece, ne azzera il ruolo di cellula fondamentale della società. Per questo, si richiede che i nuclei familiari siano tutelati dallo Stato e recuperino il loro ruolo di soggetti sociali in tutti i contesti. Vera “Chiesa domestica”, la famiglia deve avere legame costante anche con la parrocchia, “famiglia di famiglie”.

La seconda parte si concentra sulle criticità: debolezza della figura paterna, frammentazione di separazioni e divorzi, tratta dei minori, droghe, alcolismo, ludopatia, mettendo in rilievo l’incidenza del lavoro sulla vita familiare come orari estenuanti, precarietà, lunghi spostamenti, assenza del riposo domenicale ostacolano la possibilità di stare in famiglia. Altri fattori di criticità: migrazioni, consumismo, aids, guerre, diversità di culto tra i coniugi. Il documento non nasconde neanche le «contro-testimonianze nella Chiesa» come gli scandali sessuali, la pedofilia, l’incoerenza di quei presbiteri con uno stile di vita «vistosamente agiato». Tutto questo – spiega il documento sinodale – porta ad una «rilevante perdita di credibilità morale» da parte della Chiesa.

L’Instrumentum affronta, poi, le situazioni pastorali difficili e sottolinea come la convivenza e le unioni di fatto spesso siano dovute ad una scarsa formazione sul matrimonio, alla percezione dell’amore solo come “un fatto privato”, alla paura dell’impegno coniugale inteso come perdita della libertà individuale. Non mancano ragioni sociali, tra cui la disoccupazione giovanile, la mancanza di un’abitazione e di politiche familiari adeguate. Educazione all’affettività e presenza amorevole della Chiesa sono, quindi, tra le proposte avanzate nell’Instrumentum per aiutare soprattutto i giovani ad intendere l’amore come tensione ad un progetto di vita in comune con un’altra persona, e non come visione romantica di un sentimento.

Il documento mette in luce come tutte le Conferenze episcopali dicano no all’introduzione di una legislazione che permetta l’unione delle persone dello stesso sesso “ridefinendo” il matrimonio tra uomo e donna. Viene comunque richiesto un atteggiamento rispettoso e non giudicante nei confronti di queste persone, mentre si evidenzia la mancanza di programmi pastorali al riguardo, poiché si tratta di fenomeni recenti. Allo stesso tempo, le risposte riportate nell’Istrumentum si pronunciano contro una legislazione che permetta l’adozione di bambini da parte di persone in unione omosessuale, perché si vede messo a rischio il bene integrale del minore, che ha bisogno di una madre ed un padre. Tuttavia, se tali persone chiedono il battesimo per il bambino, esso deve essere accolto con “la stessa cura, tenerezza e sollecitudine” che si ha nei confronti degli altri minori.

La terza parte si riferisce all’“Apertura alla vita e responsabilità educativa”. Si chiedono, da questo punto di vista, risposte fondate, che vadano oltre la condanna generica, per affrontare l’ideologia del gender, «sempre più pervasiva», mentre si sottolinea l’importanza di spiegare i metodi di regolazione naturale della fertilità in collaborazione con centri universitari appositi e dando più spazio a tale tematica nella formazione dei presbiteri,« poiché spesso i sacerdoti risultano impreparati sull’argomento». In generale, comunque, il suggerimento è quello di promuovere una mentalità aperta alla vita anche grazie all’impegno civile dei cristiani nel favorire leggi e strutture che sostengano la vita nascente.

Riguardo, infine, alla trasmissione della fede all’interno della famiglia, l’Instrumentum sottolinea la cautela, dovuta all’insicurezza, con la quale oggi i genitori spingono i figli alla pratica religiosa, e richiama l’importanza di sostenere le scuole cattoliche, che sempre più suppliscono alla famiglia e devono quindi creare «un’atmosfera accogliente, capace di mostrare il vero volto di Dio».

26 giugno 2014

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