Corso di bioetica per infermieri alla Cattolica
La nuova proposta di specializzazione dell’Istituto di Bioetica dell’ateneo di R. S.
Un corso di bioetica per gli infermieri. È la nuova iniziativa di formazione ideata dall’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica di Roma, che promuove il corso full immersion intitolato “Elementi di etica applicata nella cura e assistenza sanitaria ospedaliera”, che si svolgerà il 16 e 17 gennaio 2008. È riservato in particolare agli infermieri di area clinica, che esercitano attività professionale in strutture sanitarie pubbliche e private. Obiettivo del corso è fornire agli infermieri clinici elementi di etica e bioetica centrata sulla persona, affinché possano migliorare e implementare prestazioni sanitarie di qualità umana e valore professionale.
L’infermiere, infatti, è il professionista che maggiormente occupa lo spazio e il tempo del malato. «In un periodo di malattia più o meno lungo – sottolineano dalla Cattolica – si viene a trovare quotidianamente a discutere su problemi etici di natura più ampia rispetto a quelli trattati dalla deontologia, che richiedono una riflessione e lo obbligano a una maggiore consapevolezza e responsabilità. L’etica e la bioetica non ineriscono solo le grandi decisioni cliniche, ma anche e soprattutto tutti i momenti ordinari di assistenza in cui gli infermieri sono assoluti protagonisti nel rapporto con le persone malate».
L’importanza dell’agire etico è un’esigenza molto sentita dal malato. «Non essere trattato con rispetto o non essere capito, sentirsi un peso per gli altri, sentire di avere perso il controllo della propria vita, non sentirsi in grado di dare un contributo significativo e durevole, non essere in grado di gestire autonomamente i propri bisogni corporei, non sentirsi utile o valutato, non sentirsi sostenuto dalla propria comunità», spiega il professor Ignacio Carrasco De Paula, direttore dell’Istituto di Bioetica e direttore del Corso.
Queste sono le principali voci su cui più dell’80% di pazienti intervistati in uno studio tutti affetti da malati di cancro con aspettativa di vita inferiore ai sei mesi, concordavano o concordano fortemente. «È interessante notare come tutti questi aspetti includano una intrinseca dimensione etico-relazionale – aggiunge Carrasco –. Il fatto di dover dipendere da altri per i propri bisogni e, in particolare, il fatto di ritenersi un peso per gli altri spesso viene associato all’idea che la propria vita manca di uno scopo o di significato o, comunque, con la percezione che nell’opinione altrui oramai non si è più degni di rispetto o di stima».
Le domande di iscrizione dovranno essere inviate all’Istituto di Bioetica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Francesco Vito, 1 – 00168 Roma (o via fax al numero 06.3051149) entro il 21 dicembre 2007. La quota di partecipazione è di 80 euro.
18 dicembre 2007