Crescono gli stranieri, e il loro disagio
Presentato il rapporto Caritas/Migrantes. Gli stranieri in Italia sono 4,3 milioni, il 7% della popolazione. Profondi svantaggi, per loro, su lavoro casa e istruzione. Commettono reati di droga e contro il patrimonio di R. S.
Aumentano gli stranieri in Italia anche grazie ai nuovi nati da genitori non italiani che nel 2012 raggiungono 80 mila unità (il 15% del totale delle nascite in Italia). Con i figli delle coppie miste il dato arriva a poco più di 107 mila nati da almeno un genitore straniero. A dirlo p il XXIII rapporto Immigrazione 2013 di Caritas-Migrantes presentato oggi, 30 gennaio. Erano 4.387.721 gli immigrati nel 2013 (il 7,4% della popolazione italiana), rispetto all’anno precedente l’incremento è stato dell’8,2%. L’incremento degli stranieri residenti è dovuto al crescente volume delle nascite di bambini stranieri e al numero di iscritti dall’estero. Nel 2012, infatti, nonostante si sia registrata una diminuzione del 9,3 per cento degli iscritti dall’estero rispetto al 2011, il numero è stato comunque pari ad oltre 321 mila persone.
Aumentano anche le donne immigrate che oggi sono il 53% degli stranieri residenti in Italia. Non ci sono grandi variazioni, rispetto agli anni passati, per quello che riguarda i paesi di provenienza degli stranieri: i cittadini romeni sono la principale collettività immigrata con un numero che si avvicina al milione di residenti pari al 21 per cento del totale. In generale, in Italia ogni 10 cittadini stranieri residenti circa 3 sono comunitari. Il rischio di povertà interessa circa la metà delle famiglie immigrate, con un’incidenza più che doppia rispetto alla situazione delle famiglie italiane. «Il reddito mediano delle famiglie immigrate è solo il 56 per cento di quello degli italiani. Tutti gli indicatori di deprivazione materiale, inoltre, riportano una forte penalizzazione della componente straniera che, ad esempio, risulta incapace di pagare con puntualità affitti e bollette praticamente in un quarto dei casi». Nell’ambito lavorativo si assiste a una situazione paradossale. «Nonostante continuino ad aumentare gli occupati (seppure in misura inferiore rispetto al passato) – spiega il rapporto -, crescono contemporaneamente anche i disoccupati e gli inattivi (più che nel passato)».
Secondo il rapporto Caritas-Migrantes gli stranieri commettono principalmente reati contro il patrimonio o legati allo spaccio di droga, ma in generale gli stranieri occupano, anche nella criminalità, posizioni di prevalente manovalanza commettendo crimini meno remunerativi, ma più visibili, o comunque diretti a procurare un vantaggio economico immediato. Lo studio evidenzia che i dati sulle denunce, le detenzioni, distinte per tipologie di reati e nazionalità al primo gennaio 2013, non fanno registrare dei cambiamenti rispetto agli anni precedenti, se non una tendenza all’incremento tutto sommato contenuto che si è registrato sia fra le denunce ascritte agli stranieri (276.640 nel 2011) che al numero dei detenuti (23 mila) soprattutto se paragonati all’incremento della popolazione residente.
30 gennaio 2014