Cristo glorioso di Antoniazzo nell’abside di Santa Croce

di Marco Frisina

Nell’abside di una delle più antiche basiliche romane, quella di Santa Croce in Gerusalemme, possiamo ammirare un affresco di grande bellezza, opera attribuita ad Antoniazzo Romano, il pittore della fine del XV secolo che tante opere ha donato alla nostra città. Il soggetto è ispirato alle storie del ritrovamento della vera croce così come vengono narrate dalla «Legenda Aurea» di Jacopo da Varazze (XIII secolo). Il Cristo glorioso appare al centro nella mandorla dorata circondato dagli angeli e benedicente con il libro del Vangelo aperto sulle ginocchia. Al di sotto si svolge il ritrovamento provvidenziale della reliquia della croce a opera di Sant’Elena. A lei si deve la costruzione della basilica che doveva custodire le preziose reliquie. Nel piano della madre di Costantino, Roma doveva divenire una nuova Gerusalemme cristiana, custodendo nelle diverse basiliche le reliquie più insigni della fede e così poter vivere nella città la stessa esperienza di fede che si poteva vivere nei luoghi della Terra Santa, lì dove si svolsero gli eventi della nostra salvezza. L’affresco dell’abside ci immerge in un’atmosfera limpida e tersa che fa somigliare Gerusalemme più a un paesaggio della campagna romana che all’aspra zona desertica mediorientale, dove si svolge il ritrovamento della reliquia. La luce dorata che viene dal Cristo glorioso e dagli angeli fa risplendere anche il cielo sottostante e gli uomini, pieni di stupore, lodano il Signore venerando la Santa Croce del Redentore.

13 settembre 2010

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