Da Assisi a Roma lungo la via di San Francesco
Inaugurato il tratto umbro della Via Francigena. Don Atuire: «Un cammino verso il cuore dell’esperienza cristiana» di Emanuela Micucci
A piedi, in bicicletta, a cavallo. Da Perugia ad Assisi. Per poi proseguire verso Piediluco fino alla meta, Roma. Un cammino lungo la via di San Francesco attraverso itinerari antichi in un connubio di natura e fede. Un pellegrinaggio di gambe, cuore, occhi, spirito. Di questo percorso sabato ad Assisi è stato inaugurato il tratto sud: 127 km, 16 tappe, de “La Via di Roma – La Via Francigena di San Francesco” che, attraversando l’Umbria, si ricongiunge con il tratto laziale nel reatino per raggiungere, infine, Roma.
«Finalmente si è realizzato concretamente, grazie alla collaborazione delle Regioni Umbria e Lazio, il primo cammino che si può percorrere a piedi, in bicicletta e a cavallo», spiega monsignor Liberio Andreatta, vicepresidente dell’Opera romana pellegrinaggi (Orp) che ha lavorato al progetto. «Le prossime tappe saranno Ravenna, Venezia e poi Vienna – aggiunge –. Il cammino verso Roma è tutto percorribile tranne l’ultimo tratto lungo la via Cassia, per il quale stiamo valutando un percorso in sicurezza».
«È un cammino verso il cuore dell’esperienza cristiana – sottolinea don Caesar Atuire, amministratore delegato dell’Orp –. Nei momenti più difficili della storia, nei momenti di smarrimento, la strada verso Roma, verso la sede di Pietro, è da sempre la strada che porta a Colui che conforta». Come fece Francesco che si recò a Roma lungo le stesse strade per chiedere al Papa l’approvazione della regola. Il pellegrinaggio lungo la via Francigena diventa, allora, l’occasione «per una conversione e un rinnovamento della fede – afferma monsignor Andreatta – per sentirci Chiesa». Per ricercare e incontrare il Signore nella semplicità e nell’essenzialità di Francesco. In un cammino lento fatto di contemplazione, partecipazione di corpo e spirito, religiosità. Un incontro con natura, arte, storia, cultura, ambiente e costumi del territorio.
Ma la via Francigena è anche parte di «una strategia integrata di valorizzazione turistica e culturale dei territori che attraversa, dei prodotti artigianali e culinari», evidenzia Maria Rita Lorenzetti, presidente della Regione Umbria. È intenzione delle diverse amministrazioni locali valorizzare il cammino da Assisi a Roma che, secondo un sondaggio dell’Orp, rappresenta la prossima meta di pellegrinaggio per i fedeli di Santiago de Compostela. Un dato che fa ben sperare. Tanto che il sindaco di Assisi, Claudio Ricci, ricorda il gemellaggio con Santiago e lo scorso 24-25 luglio con Betlemme, e annuncia per sabato prossimo – 27 settembre – l’inaugurazione a San Francisco di una copia della Porziuncola. E la via Francigena si inserisce nei “Cammini d’Europa” del Gei (Gruppo europeo di interesse economico). «Il recupero dei cammini significa – insiste la presidente Maria del Carmen Furelos Gaitero – unire i popoli d’Europa e costruire l’Europa di nuovo». Un’Europa fonda la propria identità nelle città meta di pellegrinaggio. Non scoraggerà i viandanti la rete di accoglienza che incontreranno lungo il cammino di San Francesco, unico neo del progetto. Infatti, i pellegrinaggi sono in aumento a partire dai cittadini romani. «Quest’anno abbiamo avuto un +350% sulla Terra Santa e + 35% su Lourdes – afferma monsignor Andreatta –. Le persone vivono in un grande vuoto di valori: questa esperienza risponde alla domanda di ritrovare felicità, serenità e speranza nella società dei consumi». E il pellegrinaggio diventa il cammino della vita.
23 settembre 2008