Dada e surrealismo riscoperti al Vittoriano
C’è tempo fino al 7 febbraio per visitare la mostra, curata da Arturo Schwarz, che raccoglie circa 500 opere dei movimenti di Francesca Romana Cicero
Ultimi giorni per visitare la mostra “Dada e surrealismo riscoperti” al Complesso del Vittoriano. La rassegna, pur distinguendosi per la generosità delle opere esposte – circa 500 pezzi, tra sculture, manifesti, assemblaggi, olii, collage e celebri disegni automatici, comprensivi di alcuni pregevoli capolavori nonostante le inevitabili lacune – risulta essere enciclopedica, documentaristica, più che retrospettivamente critica.
Data l’ampiezza della rassegna, la presenza di numerosi artisti minori che militarono in entrambe le correnti, contribuendo a formarne il gusto, non è infatti agevolmente fruibile, e finisce per confondere il visitatore.
Chiaro l’intento del curatore Arturo Schwarz, dalle cui collezioni proviene la gran parte dei pezzi esposti – un tempo testimone oculare di quell’innovatore modo di concepire e fare arte, di quella “disposizione d’animo” che contestava il passato e persino la sperimentazione formale, proclamando la morte stessa della bellezza – di escludere possibili derivazioni di una corrente dall’altra. Separazione sottolineata anche nel video introduttivo al percorso, non da tutti condivisa.
Le due correnti – l’una, il dadaismo, nata a Zurigo nel 1916 con la fondazione del caffè letterario Cabaret Voltaire, mirante a scardinare la tradizione anche attraverso il gioco; l’altra, il surrealismo, nata intorno agli anni ‘20 a Parigi, quando si diffondevano le teorie freudiane del sogno e dell’inconscio – erano tuttavia accomunate dal rifiuto del concetto stesso di “opera” e di “opera d’arte”. Nate dall’ispirazione di poeti e scrittori, furono caratterizzate da esperienze individuali dei singoli artisti protesi verso un’arte “non retinica”, ma mentale “(Duchamp).
La mostra – contraddizione in termini per artisti così eversivi – è articolata su due piani, raccordati da una rampa sulle cui pareti sono esposti pamphlets, cataloghi e pubblicazioni relative alle due correnti. Il percorso si apre con una sezione di precursori, seguita da autentici capolavori come i ready-made di Duchamp e Man Ray, opere di Mirò, Giacometti e Magritte.
Opere varie per temi e tecniche concentrate in spazi angusti, il cui “apparente disordine” dell’allestimento, che spiace a taluni, avrebbe forse potuto assecondare il gusto degli espositori ed artisti di un tempo.
“Dada e surrealismo riscoperti” c/o il Complesso del Vittoriano di Roma, via di San Pietro in Carcere. Fino al 7 febbraio 2010. Curatore: Arturo Schwarz. Catalogo Skira: 42 euro in mostra. Orari: dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 19.30; venerdì e sabato fino alle 23.30; domenica fino alle 20.30. Ingresso: intero 10 euro; ridotto 7,50 euro. Per informazioni: tel. 06.6780664.
26 gennaio 2010