Dall’Aipd una proposta per il diritto di voto alle persone Down
Presentata la campagna organizzata da Associazione italiana persone Down e Asl RmE per sensibilizzare sul tema della cittadinanza attiva dei disabili intellettivi. Compresa la possibilità di esprimersi alle urne di Marta Rovagna
«Siamo diversi per via degli occhi e per avere più difficoltà ad imparare cose nuove, però possiamo esprimere la nostra opinione e imparare come si vota». Con queste parole Giovanni Grillo, un ragazzo con sindrome di Down, ha spiegato nel corso della conferenza stampa “Il mio voto conta!” organizzata dall’Aipd, Associazione italiana persone Down e dalla Asl RmE, il suo desiderio, che per lui è diventato realtà, di votare. L’iniziativa che si è svolta questa mattina, 31 gennaio 2013, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per il diritto di voto alle persone con disabilità intellettiva. Sono 25mila i maggiorenni con sindrome di Down in Italia; un milione, lo 0,1% della popolazione, i disabili intellettivi in Europa. Per loro aumenta l’aspettativa di vita e cresce quindi il protagonismo e la consapevolezza di essere cittadini, che hanno doveri ma anche diritti, tra cui quello di voto, garantito dalla Costituzione ma in realtà poco esercitato.
«La maggioranza delle persone con disabilità intellettiva – ha spiegato Anna Contardi, coordinatrice nazionale Aipd – non esercita il proprio diritto di voto per mancanza di informazione, consapevolezza ed educazione al voto delle stesse persone con disabilità intellettiva, scarsa consapevolezza dei loro familiari, amici e operatori di riferimento dei loro stessi diritti di capacità. Mancano inoltre – ha continuato – interventi per facilitare l’esercizio del diritto di voto da parte delle pubbliche istituzioni».
Tra i relatori della conferenza stampa anche il neo portavoce del Forum Terzo Settore, Pietro Barbieri, presidente della Fish, che ha affermato: «È necessario cambiare modello sull’idea delle persone in condizioni di marginalità: la disabilità non è una malattia, se non si esce da questo equivoco e non si considera una condizione ordinaria della vita, si continuerà a vivere nel pregiudizio». In questo contesto porre l’attenzione sulla questione del diritto di voto alle persone con disabilità intellettiva «non è esattamente una questione superficiale». Non esiste, secondo Barbieri, «una qualità di diritto di voto, altrimenti mettiamo in dubbio la democrazia. Questa iniziativa dà un passo solido e chiaro in questo senso»..
Nel corso dell’evento l’Aipd e la Asl hanno presentato una lettera aperta ai partiti politici in cui chiedono un impegno alla traduzione dei loro programmi in alta comprensibilità seguendo le regole di easy reading, condivise a livello internazionale. È emerso infatti come sia fondamentale sostenere le persone con disabilità intellettiva con iniziative di informazione e formazione finalizzate al sostegno della loro capacità di esprimere un’opinione e il voto.
«Anche se siamo persone con la sindrome di Down siamo lo stesso dei cittadini con tanto di diritto di recarsi alle urne quando ci sono le elezioni – ha dichiarato Mauro Ursella, uno dei ragazzi con la sindrome di Down intervenuti alla conferenza -. Penso che ognuno debba avere il diritto di votare e di esprimere l’opinione personale dando la propria preferenza».
Per maggiori informazioni sul lavoro svolto fino ad oggi per la formazione agli operatori che si occupano della tematica l’Aipd ha realizzato un sito: www.myopinionmyvote.eu.
31 gennaio 2013