Divisione e schiavitù, gli effetti nefasti delle sette
In aumento i gruppi estremi che adorano Satana, soprattutto nel mondo dei giovani, complice Internet. Le psicosette i gruppi più diffusi. Necessario l’aiuto di istituzioni e associazioni di Aldo Buonaiuto
L’etimologia della parola “setta” ha una doppia derivazione latina: il sostantivo sectam (“parte, frazione”) e il verbo sequi (“seguire”). Tutto ciò che è riconducibile a questo termine ha come effetto la divisione, cioè il separare l’uomo dalle relazioni interpersonali e in genere dalla società, procurando anche uno stato di schiavitù, negando la libertà di scelta della persona sino a poterla trasformare in un oggetto. Si tratta sovente di forme associative che, con promesse ingannevoli di pace e amore, hanno, invece, soltanto lo scopo di acquisire potere e trarre vantaggi di ogni genere a partire da forti interessi economici.
Le psicosette, i gruppi settari più diffusi, assoggettano menti fragili attraverso delle vere e proprie tecniche di manipolazione mentale, annullando la personalità mediante violenze psicologiche fino ad arrivare alle torture più inaudite.
Accanto alle psicosette vi sono realtà ancora più estreme, che praticano culti come il satanismo, la stregoneria, lo spiritismo, la negromanzia, il vampirismo, la magia nera e l’esoterismo. Le sette adescano giovani e adulti; il ceto sociale più interessato è quello medio-alto.
I gruppi pseudo-religiosi, invece, si presentano come movimenti di rinnovamento spirituale approfittando di persone prostrate da uno stato di disagio, di disperazione o afflitte da malattie non sempre curabili. Spesso la promessa di un’immediata guarigione spinge il soggetto ad affidarsi, assecondando i comportamenti illogici dei guru fino a compromettere ancor più gravemente il proprio stato di salute.
Le vittime delle sette più facilmente adescabili sono coloro che, in particolari momenti della vita, si trovano ad avere una qualche difficoltà: un problema affettivo, la perdita di un proprio caro, traversie economiche o il bisogno di potenziare il proprio “status” personale o sociale.
Le sette spesso utilizzano la terminologia del mondo sacrale, ma nulla hanno a che fare con esso. Per tale ragione è necessario distinguere nettamente le religioni che hanno un proprio culto riconosciuto, civilmente legittimato e pubblicamente accolto, dai gruppi settari. Questa differenziazione non può essere sottaciuta né banalizzata; molti sedicenti esperti, infatti, vorrebbero includere nella definizione di “religione”, incredibilmente, anche queste realtà vergognose e scellerate.
Nuove streghe e stregoni ritornano spudoratamente alla ribalta costituendo appositi gruppi e realizzando una promozione mediatica senza precedenti. Dalla cinematografia alla letteratura, dai giochi ad internet, i guru delle sette adescano sempre più “adepti accessori” (vittime che servono soltanto per il raggiungimento dei propri scopi) e “adepti affiliati” (reclute plagiate che si votano agli stessi comportamenti dei “maestri”).
I gruppi estremi, che adorano Satana esplicitamente, sono in forte aumento, soprattutto nel mondo dei giovani ed in modo preoccupante in quello pre-adolescenziale e adolescenziale. Internet è la prima causa di tale involuzione, permettendo a chiunque, e quindi anche al minore, di accedere ai siti e ai circuiti che iniziano alla conoscenza dell’occultismo.
Ragazzine di 14 anni aprono blog di stregoneria autoeleggendosi streghe e assumendone i linguaggi e i comportamenti caratteristici; gruppi giovanili sotto i 18 anni si dedicano alla preoccupante sottocultura del vampirismo; altri si riuniscono in gruppi ingerendo sostanze stupefacenti, compiendo atti autolesionistici, simulando il suicidio e l’omicidio, istigando alla violenza in ogni sua forma, imponendosi ferree diete alimentari, privandosi del sonno, contrattando segreti che non dovranno mai essere rivelati, impostando simbologie e codici che permettano soltanto al proprio circolo ristretto l’interazione e il riconoscimento.
Le sette sono un fenomeno odioso e distruttivo che mina la società alla base disgregando la famiglia, allontanando i padri e le madri dai figli, compromettendo l’equilibrio psico-fisico del singolo. Nonostante spesso si mascherino dietro una parvenza di rispettabilità e solidarietà, è fondamentale non cadere nelle loro trappole dalle quali è sempre molto difficile uscire.
I ricatti psicologici e l’investimento emotivo non permettono infatti alla vittima di poter esprimere un giudizio oggettivo. È per questo che si rende necessario un aiuto esterno, da parte di istituzioni ed associazioni, al fine di recidere quei legami nefasti e riportare alla libertà coloro che si erano persi.
6 giugno 2012