Domenica 24 senza quotidiani
Sciopero dei giornalisti per tre giorni consecutivi – il 21, il 22 e il 23 dicembre – proclamato dalla Fnsi
Domani, sabato e domenica prossima, vigilia della solennità del Natale, i quotidiani non usciranno (fatte alcune eccezioni). Anche Avvenire, con Roma sette, non sarà in edicola. È stato infatti proclamato ieri sera uno sciopero dei giornalisti di tre giorni consecutivi, che segue a quello di due giorni dell’emittenza radiotelevisiva. Il prossimo numero di Roma sette è quindi previsto per domenica 31 dicembre. Ai lettori rivolgiamo oggi gli auguri di Buon Natale nella gioia del Signore.
Ci sembra giusto ricordare le ragioni che impediranno l’uscita dei quotidiani. La Federazione nazionale della Stampa ha proclamato, come dicevamo, tre giornate consecutive di sciopero per oggi, giovedì 21, venerdì 22 e sabato 23 dicembre dei giornalisti dei quotidiani, delle agenzie di informazione, del web e degli uffici stampa pubblici e privati. «Il Sindacato dei giornalisti – si legge nel comunicato della Federazione – è costretto a una nuova, durissima, iniziativa di sciopero e di protesta contro l’intransigenza degli editori della Fieg e dell’Agenzia per i contratti nel pubblico impiego Aran che continuano a rifiutare i tavoli contrattuali. La Fnsi sottolinea la gravità di vertenze contrattuali che determinano una situazione nel settore dell’informazione al limite dell’emergenza democratica».
«Gli editori della Fieg – prosegue la nota – non solo respingono i pressanti inviti del ministro del Lavoro ad aprire il negoziato e ignorano i pressanti appelli provenienti dalle istituzioni, dalla società civile, dal mondo della cultura e dello spettacolo e dall’opinione pubblica, ma minacciano la disdetta del contratto vigente e mettono a serio rischio la previdenza autonoma di categoria e tutte le forme di tutela dei giornalisti». L’allusione è alla dichiarazione, effettuata nei giorni scorsi dal presidente della Fieg, Boris Biancheri, che – nella recente audizione della Commissione cultura della Camera – aveva detto: «La discussione si è già interrotta due volte, ci sono stati numerosi scioperi e altri sono imminenti. Per sedersi al tavolo, bisogna avere la certezza che si concluda, cosa di cui attualmente non abbiamo la consapevolezza. Altrimenti si rischia il peggio per tutti: se si rompe, salta il contratto nazionale, come è accaduto in Germania. Pavento questo rischio perché lo voglio evitare».
«La Federazione della Stampa – è detto ancora nel comunicato della Fnsi – sottolinea la grande unità e determinazione della categoria, dimostrata dalle iniziative di protesta nazionali e aziendali, come lo sciopero delle firme, le astensioni aziendali, e le forme di applicazione rigorosa del contratto vigente. Gli editori della Fieg si assumono per intero la responsabilità della più dura azione sindacale nazionale mai proclamata dalla Fnsi. Nello stesso momento in cui annunciano uno sciopero di tre giorni consecutivi, che determinano l’assenza dei giornali dalle edicole per ben cinque giorni, la Fnsi rinnova la propria disponibilità ad aprire immediatamente, senza pregiudiziali, il negoziato contrattuale ed a partecipare a tutti i tavoli di confronto proposti dal Ministro del Lavoro Damiano sulla previdenza, sul mercato del lavoro, sulla precarietà e sugli ammortizzatori sociali dei giornalisti e a quelli annunciati dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Levi sulla riforma dell’editoria. La Fnsi – aggiunge il comunicato – si dice disposta a collaborare con tutte le aziende del settore della comunicazione e con il Governo per dare un assetto pluralista ed equilibrato ad un settore che si trova al centro di profonde trasformazioni. Occorre però che sia garantita l’indipendenza dei media e del giornalismo, la dignità delle colleghe e dei colleghi dipendenti, autonomi e freelance, e che sia delineato un futuro certo del sistema di tutele previdenziali e sanitarie della categoria». La Giunta della Federazione si riunirà nei primi giorni di gennaio per decidere le nuove azioni sindacali, di mobilitazione e di sciopero dei giornalisti da attuare nelle prime settimane del 2007.
21 dicembre 2006