Don Bosco in musical per beneficenza

Al Teatro Olimpico va in scena la vita del Santo piemontese. L’incasso della prima sarà devoluto a sostegno della Cooperativa sociale Provvidenza onlus e dell’Istituto Ragazzi Don Bosco di Ilaria Mulè

“Don Bosco, il Musical”, diretto da Piero Castellacci, debutterà il 18 ottobre alle 21 al Teatro Olimpico di Roma. Secondo una scelta tematica di concetti e principi guida, in una successione di quadri coreografici e cantati inframmezzati da brani recitati si dipana la biografia del Santo piemontese.

«Nella Torino sabauda del re Carlo Alberto, don Bosco è stato un rivoluzionario, un Santo di estrema attualità che oggi sarebbe un perfetto insegnante o un sindacalista – sostiene il regista –, si è inventato il cortile, l’oratorio, per recuperare le baby-gang. Abbiamo cercato di individuare alcuni punti nevralgici, ricordando la parola d’ordine “subito”, che spiega la necessità di intervenire con urgenza, senza aspettare che sia troppo tardi. Le frasi arrivano come messaggi chiari, “la vita è come un portafoglio, da spendere”». Castellacci, che è anche autore dei testi con Biagioli – mentre per le musiche sono Oliva e Aliscioni -, punta sull’attore e cantante Marcello Cirillo e sottolinea come, pur trattandosi di una commedia musicale, il registro tonale sia a metà strada tra il comico e il drammatico.

L’incasso ricavato la sera della prima andrà in beneficenza agli assistiti della Cooperativa sociale Provvidenza onlus e dell’Istituto Borgo Ragazzi Don Bosco (Case famiglia salesiane del Lazio federate alla Scs – Salesiani per il sociale). Come è noto, il sistema educativo salesiano è di tipo umanistico, preventivo negli interventi ad hoc sul carattere o sulle difficoltà dei soggetti, per scongiurarne possibili devianze. L’intento è quello di accompagnare fanciulli e adolescenti fino ai 18 anni, in un progetto di vita comune e di crescita in vista dell’autonomia economica, occupazionale, dell’età adulta.

Cristina Mustari, responsabile dell’ufficio comunicazione della Scs, spiega che si tratta di un lavoro d’équipe. «Tra le figure di riferimento – dice –, che danno un quotidiano appoggio nelle Case famiglia, ci sono psicologi. Affrontano con passione grosse difficoltà, in un contesto come il nostro in cui il ‘sociale’ non è aiutato economicamente né messo alla ribalta dai media».

Se la Casa Provvidenza è una struttura familiare, con una coppia residente che accoglie chi soffre un disagio psico-sociale (lì “mamma e papà” sono Lillina Attanasio e Carlo De Nardi), il Borgo Don Bosco è più che altro una comunità educativa, che offre un articolato sistema di servizi per chi versa in condizioni di emarginazione. Comprende centri di ascolto psico-pedagogico, attività ricreative estive e permanenti, centri di formazione professionale e di orientamento al lavoro. «Gli educatori, che sono collegati a una rete di volontari – afferma il supervisore Alessandro Iannino –, nel migliore dei casi hanno l’obiettivo di far tornare a casa propria, nella famiglia di origine, i ragazzi. Nel centro diurno danno sostegno scolastico, ma si occupano anche di cucina e tempo libero. Noi miriamo alla crescita integrale della persona secondo un modello relazionale che punta sulle potenzialità del singolo, sulle sue esperienze e capacità. La nostra è la “pedagogia del sarto”, proponiamo cioè interventi finalizzati, cuciti su misura e non secondo standard spersonalizzanti».

Per la prima del 18 ottobre di “Don Bosco, il Musical” al Teatro Olimpico, è possibile acquistare il biglietto presso il botteghino del teatro o telefonando al numero 06.3265991.

25 settembre 2008

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