Don Zammerini nuovo rettore del Minore

Dopo 25 anni monsignor Selvadagi lascia la guida dell’istituto di formazione. Il passaggio di consegne nella Messa presieduta dal cardinale Vallini di Ilaria Sarra

Dopo venticinque anni il Seminario Romano Minore cambia la sua guida. Monsignor Paolo Selvadagi, che ne è stato rettore per un quarto di secolo, inizia una nuova avventura come parroco a San Giovanni Crisostomo. Al suo posto il cardinale vicario ha nominato don Roberto Zammerini, finora alla guida della comunità di San Pio da Pietrelcina. L’ufficializzazione del passaggio di consegne si è avuta sabato 12 settembre in occasione della Messa per l’apertura dell’anno pastorale del Minore, presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini.

Oltre a monsignor Selvadagi, il porporato ha ringraziato per il lavoro svolto in questi anni anche il vicerettore, don Antonio Magnotta, nominato parroco a San Corbiniano, all’Infernetto, e monsignor Camillo Paliani, per tanto tempo economo dell’Istituto. «Esprimo a nome della diocesi un grazie sentito, frutto di tanta stima e apprezzamento a monsignor Selvadagi – ha detto il cardinale – che ha guidato con tanto amore e dedizione in tutti questi anni i giovani che il Signore ha posto sulla sua strada. Con grande spirito di fede e docilità egli inizierà la nuova avventura di parroco». Al sacerdote il Santo Padre Benedetto XVI ha conferito il riconoscimento pontificio di Prelato d’onore di Sua Santità: «Sono onorato – ha spiegato il cardinale Vallini – di trasmettergli questo dono, così che senta l’affetto e la benevolenza del Papa che lo accompagnano».

Un lungo e sentito applauso ha seguito le parole del cardinale e ha sottolineato il profondo legame di monsignor Selvadagi con i ragazzi, i quali lo hanno ringraziato calorosamente: «Grazie a coloro che hanno soddisfatto e alimentato la fede e la voglia di Dio in noi. Ci sentiamo debitori di un grande tesoro». Parole di gratitudine e affetto sono state riservate anche ai nuovi formatori, a don Zammerini, «un uomo piccolo di statura, ma grande di cuore e di fede», come lo ha definito il cardinale, che ha aggiunto: «Vi faccio i più cari auguri di buon lavoro per i grandi impegni che vi aspettano. Il Papa desidera che i seminari, e il Minore in particolare, siano aiutati e favoriti, e noi con la nostra preghiera saremo vicini alle nuove guide di questa comunità». Ad aiutare don Roberto, infatti, saranno don Simone Carosi, vicerettore, don Pino Pulcinelli, padre spirituale e monsignor Mario Scala, economo.

«Sono diventato sacerdote il 3 maggio scorso – ha commentato don Carosi – e dopo qualche mese nella parrocchia di San Roberto Bellarmino ho assunto questo importante incarico. C’è tanta emozione e sento anche forte la mia fragilità, ma al contempo sono fiducioso nella grazia del Signore. Con don Roberto e don Pino c’è grande sintonia e un entusiasmo che, con l’aiuto di Dio, ci porterà a lavorare al meglio per questi ragazzi che ci sono affidati».

Quest’anno i giovani del Minore sono undici, e a loro si è rivolto il cardinale durante l’omelia incentrata sulla domanda che Gesù rivolse ai suoi apostoli «Voi chi dite che io sia?». Il vicario di Roma ha indicato ai seminaristi l’importanza di riconoscere ogni giorno in Gesù la fonte della speranza: «Anche la sofferenza e il dolore – ha detto – avranno un senso se apriamo il nostro cuore alla fede e permettiamo a Dio di abitare in noi». La cultura predominante oggi, ha detto ancora il cardinale, è quella in cui l’uomo si affanna nella ricerca spasmodica del denaro, del benessere, della buona posizione; tutto questo allontana da Cristo e ci rende fragili e disperati. Poi si è rivolto ai genitori: «I vostri figli sono quelli che Gesù ha nel cuore. Ognuno di noi è chiamato a un progetto di vita e speriamo che questi giovani siano scelti per diventare intimi del Signore e portatori della sua Parola». «Vi auguro – ha detto ancora rivolto agli undici – di conoscere il fascino di una vita spesa a testimoniare l’amore di Dio per noi». «Non dobbiamo dimenticare – ha concluso – che tutti apparteniamo al Crocifisso risorto e che il vero pastore è Gesù. Noi sacerdoti siamo solo testimoni del Regno di Dio».

15 settembre 2009

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