Due concerti, per educare e ricordare

Il 2 alla Cattolica in ricordo dei martiri argentini, il 5 al Gran Teatro serata conclusiva di Scuola Musicafestival di Enrica Patrone

Se il mondo della scuola continua a far parlare di sé per gli episodi di bullismo, di violenza sui minori, di conflitto tra studenti e insegnanti in cui anche i genitori non assolvono più al ruolo di educatori, parteggiando per i figli scapestrati, lo scalpore delle notizie negative non deve oscurare l’impegno e la dedizione della maggioranza del corpo docente, così come le tante realtà in cui la scuola si apre agli immigrati, ai disabili, scoprendo anche nuove forme di creatività e valorizzazione dell’intelletto.

Per questo il Ministero della Pubblica Istruzione ha indetto la Settimana della Musica nella Scuola, che culmina sabato 5 maggio in un concerto-spettacolo sul tema “Cinema e colonne sonore” al Gran Teatro di Roma, nell’ambito di Scuola Musicafestival.

Un’orchestra e coro di ben 500 ragazzi, dai 6 ai 19 anni, provenienti dalle scuole di tutta Italia, eseguiranno i capolavori di Ennio Morricone, Nicola Piovani e Nino Rota scritti per il grande schermo, durante la proiezione di cortometraggi tratti dagli indimenticabili film di Fellini, Leone e Benigni.

Musica a portata di bambino, dunque, ma anche “enfant prodige”, come il violinista romano Stefano Mhanna, che a soli 11 anni interpreterà da gran virtuoso gli inarrivabili Capricci di Paganini. La manifestazione, che avrà luogo alle ore 20, presentata da Maria Teresa Ruta, ha riscosso nei sei anni precedenti l’adesione di 1.277 scuole per 64.800 studenti partecipanti: un tentativo, per l’ Associazione De Musica Onlus, di favorire la diffusione della musica attiva e promuovendone lo studio nelle scuole di ogni ordine e grado nella convinzione che l’arte dei suoni sia un elemento indispensabile nell’educazione dei giovani.

E un concerto con un alto valore “didattico” è anche quello degli Aires Tango, che ai “Concerti del Mercoledì” dell’Università Cattolica di Roma, il 2 maggio alle 21, presentano Trentamila Cuori, il nuovo appassionato progetto artistico del gruppo: memoria, denuncia, ricordo del golpe militare argentino del 1976. Un monumento musicale ai trentamila martiri della dittatura – intellettuali, ma anche operai, studenti, artisti – spariti nel nulla, inghiottiti dal terrore del colpo di stato; ma anche voce suono e grido di ribellione, come quello delle madri di Plaza de Mayo, per dire insieme a loro “Nunca más, mai più”.

La musica di Javier Girotto (sax e clarinetto, compositore del gruppo), Alessandro Gwiss (pianoforte), Michele Rabbia (percussioni), Marco Siniscalco (basso) trae origine dalla tradizione del tango argentino nobilitato da Astor Piazzola, con tutta la sua forza evocativa e struggente, ma accoglie le moderne suggestioni dell’improvvisazione jazz. Melodie e ritmi latini si mescolano così alla libertà espressiva del genere afro-americano, seppur trasposto in chiave europea. Un risultato di grande fascino, nel quale gli echi del passato si fondono col linguaggio musicale più attuale; e un esempio di come la musica sappia anche dare lezioni di storia e di umanità.

27 aprile 2007

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