Famiglie a Milano, per incontrare il mondo

Il delegato diocesano presenta il significato dell’appuntamento del 2012. Un’occasione privilegiata, ha scritto Benedetto XVI nel suo Messaggio, per ripensare il lavoro e la festa di David Maccarri

Benedetto XVI all’Incontro mondiale delle famiglie

«La famiglia nei tempi odierni è stata investita dalle ampie, profonde e rapide trasformazioni della società e della cultura». Queste parole scritte trenta anni fa nella Familiaris Consortio ci mettevano in guardia da un futuro che forse pochi ritenevano potesse essere così veloce nelle profonde trasformazioni. La grande sfida di Papa Wojtyla di puntare il domani della pastorale sulla famiglia, se dai più sensibili è stata accettata, in generale ancora non è messa alla base di tutto l’impegno pastorale. Le Giornate mondiali della Famiglia nate a Roma nel 1994 sono state punto di riferimento per tutte le Chiese di ogni latitudine,sottolineando sempre aspetti importanti del momento. Se nel ‘94 si è parlato della «Famiglia come cuore della civiltà dell’amore» , negli anni dopo il 2000 il crollo delle nascite spingerà a riflettere su «I figli primavera della famiglia e della società».

Nessuno può mettere in dubbio che oggi è in atto una trasformazione anche del linguaggio. Mai come oggi si parla di feste, ferie, «ponti», disoccupazione, lavoro, compagno, amico! Poco, troppo poco di famiglia, di sposi, fidanzati, figli, tempo libero vissuto nella dimensione della festa. Ecco allora la sfida della Chiesa: «La famiglia: il lavoro e la festa». Nella lettera che annuncia l’incontro di Milano, rivolta al cardinale Antonelli, Benedetto XVI ne dà la motivazione. «Il lavoro, la festa sono intimamente collegati con la vita delle famiglie: ne condizionano le scelte, influenzano le relazioni tra i coniugi e tra i genitori e i figli, incidono sul rapporto della famiglia con la società e con la Chiesa. La Sacra scrittura ci dice che famiglia, lavoro e giorno festivo sono doni e benedizioni di Dio per aiutarci a vivere un’esistenza umana». Allora occorre riflettere, pensare, scegliere e fare proposte perché il ritmo del tempo scandito dal lavoro e dal riposo non solo trovi accoglienza nella famiglia, ma si aiuti la famiglia a ritrovare se stessa in una dimensione più umana.

Ci ricorda il Papa che l’incontro di Milano 2012 «è un’occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una famiglia unita ed aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo familiare». L’incontro di famiglie, provenienti da ogni parte del mondo ma convocate dall’unica fede in Cristo, sarà segno dell’universalità e della pienezza della salvezza cristiana, grazia che purifica e redime alcune esperienze umane basilari per tutti, come l’edificare il mondo mediante il lavoro, il santificare ed umanizzare il tempo. Sempre nel Messaggio il Papa auspica che nel corso del 2011-12 (trentesimo della «Familiaris consortio», «magna charta» della pastorale familiare) «possa essere intrapreso un valido itinerario con iniziative a livello parrocchiale, diocesano, nazionale, che possa incidere sul vissuto concreto della famiglia».

Il Centro diocesano per la pastorale familiare non solo parteciperà all’assise di Milano 2012 ma intende sensibilizzare tutte le realtà familiari a seguire le catechesi che opportunamente il Pontificio Consiglio per la famiglia ha preparato. Catechesi messe a punto per indirizzare la formazione delle persone e delle famiglie verso un’approfondita consapevolezza sui temi chiave dell’incontro, orientandolo verso una vera crescita umana e spirituale. Su questo testo tutte le Chiese del mondo si preparano e guardano verso Milano. Nei vari incontri di formazione per le famiglie, come nella scuola di preghiera e nei ritiri di Avvento e Quaresima, l’attenzione sarà rivolta a questa presa di coscienza. Quali iniziative si potrebbero promuovere nella pastorale ordinaria delle parrocchie? Ad esempio valorizzare la Giornata per la Vita; organizzare una Festa della Famiglia; lasciarsi coinvolgere nella partecipazione alla festa diocesana della Famiglia che da tanti anni si celebra al Divino Amore, e ancora valorizzare al massimo la visita pasquale alle famiglie. Ma soprattutto sentirsi in comunione con le famiglie che vivono momenti drammatici di difficoltà per la disoccupazione e le ristrettezze economiche, e tra le famiglie creare quella solidarietà nel portare un contributo di rinnovamento alle sfide che la società continuamente ci presenta. Sì, può essere un’occasione da non perdere per un servizio alle famiglie,comunicando con forza la visione cristiana della vita.

28 novembre 2011

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