Famiglie numerose, protesta a Montecitorio
La manifestazione con cartelli e passeggini vuoti per rivendicare una riforma fiscale che tenga conto dei carichi familiari. Tra le richieste, la riduzione immediata dell’Iva sui prodotti per l’infanzia di Jacopo D’Andrea
“Fanno la coda davanti alla mia camera, vogliono venire nel mio letto, sognano un futuro migliore: sono i miei e i nostri figli”. È una frase evocativa contenuta in un volantino distribuito ieri, giovedì 22 settembre, in piazza Montecitorio dall’Associazione nazionale famiglie numerose. Ma non è stato questo l’unico mezzo con cui l’organizzazione ha protestato contro la manovra finanziaria recentemente approvata. Alle 14.30 una cinquantina di suoi aderenti si sono incatenati simbolicamente di fronte l’entrata della Camera dei deputati, vestiti con una t-shirt che ricorda l’articolo 31 della Costituzione, quello che recita che «la Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose». Tra loro anche Gianluigi De Palo, assessore alla Famiglia, all’educazione e ai giovani di Roma Capitale.
Una forma di dissenso pacifica laboriosamente preparata già da prima delle 12, presso la sede del centro giovanile GPII in vicolo del Grottino, vicino a San Carlo al Corso. Ancora in fase di allestimento, Angelo De Santis, responsabile nel Lazio dell’Associazione famiglie numerose, spiega: «Chiediamo solamente di essere ascoltati perché noi siamo il futuro del Paese. E ci auguriamo che chi lo governa, finalmente dia attenzione alle esigenze della famiglia». Nello specifico, mentre s’incollano e si preparano cartelli di protesta con su scritto ad esempio “Noi siamo per la vita, più figli più futuro”, gira anche un documento con rivendicazioni precise che ricorda che «la manovra finanziaria peserà per 4mila euro sulle famiglie di sei componenti». Pertanto, «basta carità, basta bonus. Vogliamo: l’avvio della riforma fiscale che tenga conto dei carichi fiscali e la modifica immediata dell’Isee (lo strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie ndr), con l’introduzione di coefficienti che diano importanza ai carichi familiari».
Inoltre, l’associazione richiede «leggi di salvaguardia del lavoro per chi ha tre o più figli e il riconoscimento dello status di categoria protetta al fine delle assunzioni», nonché «la riduzione immediata dell’Iva sui prodotti per l’infanzia (dal 21 percento al 4 percento), oggi equiparati a beni di lusso». E infine, «il raddoppio immediato degli assegni familiari ed estensione degli stessi ai lavoratori autonomi e coltivatori diretti». Ma, oltre ai volantini, si preparano dei passeggini da portare su via del Corso. Carrozzine vuote, «a simboleggiare che fra un po’ saranno realmente senza figli dentro», dice Cristina Bazzini, coordinatrice per Roma nord di Famiglie numerose. Lei, mamma di otto figli, aggiunge che «le donne con molti bambini vogliono avere i soldi sufficienti per crescerli con equilibrio vedendo riconosciuto il loro lavoro: quindi vorremmo tre anni di contributi figurativi ai fini pensionistici per ogni figlio messo al mondo».
Intanto il corteo è pronto per sfilare su via del Corso. Giunto a Montecitorio, alle 14.30 in 50 si “incatenano”. Viene montato uno striscione amaranto con su scritto “Senza famiglia non c’è futuro; più bimbi, più futuro”. Nel primo pomeriggio, arriva di fronte ai manifestanti anche la presidente del Pd Rosy Bindi che consiglia loro «una unità di intenti anche con il Forum delle associazioni familiari per andare tutti insieme in piazza e fare un secondo Family Day». Più tardi anche l’onorevole Savino Pezzotta dell’Udc va a trovare l’associazione. «La battaglia parlamentare continuerà», assicura a chi gli domanda che fine farà la famiglia.
23 settembre 2011