Festa per i 20 anni del Pertini
Nella XXXIII Giornata mondiale della vita la Messa nell’ospedale dei Monti tiburtini con volontari e operatori sanitari che da due decenni assistono un bacino di 850mila utenti di Michela Altoviti
L’ospedale Sandro Pertini ha compiuto vent’anni domenica 6 febbraio, dedicando l’intera giornata ai festeggiamenti, curati dalla Cappellania ospedaliera e dai volontari del gruppo “Sant’Elia Profeta”(Asvep) che dal 1993 opera presso la struttura. «Per noi questo è davvero un giorno speciale – spiega padre Carmelo, cappellano dell’ospedale e fondatore di questo gruppo di volontariato – dato che oltre al ventesimo anniversario dell’apertura dei reparti anticipiamo ad oggi anche la festa di Sant’Elia, fondatore ideale dell’ordine dei Carmelitani, cui apparteniamo, e patrono del Pertini».
La giornata si è aperta con la visita nei reparti da parte dei volontari, che hanno consegnato agli operatori sanitari in servizio un piccolo dono per rinnovare stima e spirito di collaborazione. Sono quasi 1.200 gli operatori sanitari dell’ospedale Pertini, per un bacino di utenza pari a 850mila persone e con un numero di pazienti in ricovero che si aggira sui 300, esclusi quelli che usufruiscono di servizi ambulatoriali di day-hospital e cure chemioterapiche. A loro si affiancano, insieme ad altri gruppi di volontariato, gli operatori dell’Asvep: 30 sono quelli più presenti, unitamente a molti altri che collaborano in occasioni particolari.
Tutti si sono ritrovati alle11 per proseguire la giornata di festa con la Messa presieduta, per la prima volta presso la chiesa dell’ospedale, da padre Fernando Millan Romeral, priore generale dei Carmelitani dell’antica osservanza. Nel corso della celebrazione, animata dal coro “Domun Dei, Eau Vive” delle consorelle carmelitane, il superiore dell’Ordine ha sottolineato l’importanza di essere, in quanto cristiani, «luce nelle tenebre della fragilità umana, della malattia e della morte». Un invito che vale in modo particolare per quanti si impegnano nel volontariato, ai quali il priore dei Carmelitani ha indicato come modello l’apostolo Paolo. Come lui, ha sottolineato, «anche voi non dovete temere la vostra incapacità di fornire risposte di fronte al mistero della malattia e della morte. Non possiamo cercare una soluzione in queste situazioni di dolore ma dobbiamo farci portavoce di luce, della grazia di un Dio che è vicino e che proprio nei momenti della prova riusciamo a sentire accanto a noi. Questo avviene non perché la fede sia l’ultima spiaggia, non, quindi, per egoismo ma perché nelle situazioni di fragilità umana si trova una sensibilità speciale per le cose di Dio».
Al termine della Messa padre Fernando Millan Romeral ha benedetto alcuni degli alberi che sono stati donati all’ospedale dalla forestale, dal vivaio comunale e dai singoli o dalle famiglie così come dai reparti quale segno di «nuova primavera», in occasione della XXXIII Giornata mondiale della vita celebrata proprio ieri. Nel pomeriggio quindi i festeggiamenti sono proseguiti con lo spettacolo offerto dal gruppo “Laykos in fabula” con gli attori Stefano Benvenuti e Monica Pedetti. In serata, la consegna del Premio Sant’Elia Profeta, con le medaglie della Presidenza della Repubblica, della Camera e del Senato agli operatori sanitari che nel corso dell’ultimo anno si sono distinti per umanità e professionalità.
7 febbraio 2011