Filarmonica Romana, la nuova stagione

Dal 21 ottobre fino a maggio oltre 30 appuntamenti con artisti di fama internazionale e giovani emergenti. L’apertura all’Olimpico con il violoncello di Mischa Maisky di Mariaelena Finessi

«Ascolto dei desideri degli spettatori e degli artisti, proposta di nuovi talenti e di percorsi anche non usuali, in una varietà di offerta che intende ribadire la contemporaneità di tutta la musica: dall’antico al barocco, dal classico al giorno d’oggi». Così Sandro Cappelletto annuncia il leit motiv che caratterizza la stagione 2012-2013 dell’Accademia Filarmonica Romana, di cui ha la direzione artistica. Da ottobre a maggio oltre trenta appuntamenti fra Teatro Olimpico, Teatro Argentina, Sala Casella, Palazzo Pamphilj e basilica di San Lorenzo in Lucina, con solisti, compagnie ed ensemble di fama internazionale cui si affianca il debutto di giovani artisti.

Ad anticipare la programmazione, un fuori abbonamento esilarante: il ritorno di “PaGAGnini”, lo spettacolo che ha debuttato a Roma lo scorso dicembre e che vede un quartetto guidato dal violinista di origini libanesi Ara Malikian, alle prese con il virtuosismo musicale intervallato da insolite gag. Il concerto inaugurale al Teatro Olimpico, domenica 21 ottobre, è affidato invece al «cittadino del mondo», come lui stesso ama definirsi, Mischa Maisky. «Suono un violoncello italiano, con archetti francesi e tedeschi, corde austriache e tedesche. Mia figlia è nata in Francia, mio figlio maggiore in Belgio, il terzo in Italia e il più piccolo in Svizzera. Guido un’auto giapponese, indosso un orologio svizzero, una collana indiana e mi sento a casa ovunque ci siano persone che amano la musica classica». Per l’appuntamento d’apertura il lettone Maisky eseguirà con il suo prezioso violoncello Montagnana del ‘700 alcune delle sei Suites di Bach.

Sfaccettato il calendario di quest’anno, per rendere appetibile “certa” musica al pubblico più giovane. Si va così da Bach alla celebrazione della Roma barocca, con gli autori più noti che si affiancheranno ad artisti e opere riemersi dall’oblio. Capace di rendere contemporanea la musica del Medioevo, il gruppo La Reverdie accompagnerà ad esempio il puparo e massimo interprete del “cunto” Mimmo Cuticchio nel suo “Carlo Magno, musica per una leggenda” (Teatro Olimpico, 8 novembre). Con il Quartetto Klimt (12 novembre, Teatro Olimpico) si apre il ciclo dedicato alla musica da camera che vedrà salire sul palco, tra gli altri, il complesso italiano Freon Ensemble con “Lo stile e la forma” (2 dicembre, Sala Casella) ad omaggiare il magistero di Aldo Clementi, scomparso l’anno scorso.

Spazio alla voce femminile, ad esempio con il mezzosoprano Angelika Kirchschlager, premio Grammy, che festeggia il giorno di Santa Cecilia (22 novembre, Teatro Argentina) con un excursus nel romanticismo dei Lieder più amati (Schumann, Wolf, Liszt). E spazio anche ai recital pianistici, tra i quali si conta il debutto a Roma di Cédric Tiberghien. L’opera è presente in due occasioni: ritorna, con un nuovo allestimento destinato ad un pubblico di ragazzi, “L’olandese volante” di Wagner e “Donna, serva della mia casa”, un dittico di prime assolute che prende spunto da due vicende contemporanee di violenza contro giovani donne.

Quindi il Festival della Danza, il concerto di Natale (Teatro Olimpico, 23 dicembre) e la celebrazione della giornata della Memoria (24 gennaio, Teatro Olimpico) con “Gli indifferenti”. Grazie a un attento lavoro di ricerca, vengono messi insieme i materiali dell’epoca, come articoli di giornale, diari privati, telegrammi, musiche e canzoni, ad «interrogarsi sulle parole scritte e la musica suonata durante il Ventennio, come reagirono o come si accomodarono gli intellettuali del nostro paese mentre in Italia e in Europa si produceva – sottolineano dalla Filarmonica Romana – una catastrofe delle coscienze prima ancora che politica».

28 settembre 2012

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