Forum intercultura, didattica per l’accoglienza
Presente in 50 scuole con un’offerta di 40 diverse attività formative per ragazzi e almeno 15 percorsi dedicati agli adulti, genitori e docenti di Elisa Storace
“Il paese del drago”, “Giocattoli al di là del mare”, “Il mondo in 80 note”. Le proposte didattiche del Forum per l’Intercultura – struttura della Caritas di Roma dedicata all’integrazione dei migranti – hanno titoli fantasiosi. E molta fantasia deve essere servita, nei 19 anni di vita del Forum, per immaginare una società in cui la diversità non fosse un ostacolo all’integrazione: «Il Forum per l’Intercultura è nato nel ’91 come una piccola realtà e con molti sforzi, mentre oggi è presente in 50 scuole con un’offerta di 40 diverse attività formative per ragazzi e almeno 15 percorsi dedicati agli adulti, genitori e docenti – spiega Lidia Pittau, responsabile del Forum -, però più che al passato, al già fatto, noi preferiamo guardare ai nuovi progetti da mettere in campo».
È questa capacità di guardare avanti, con creatività ma anche con tenacia e perseveranza, che nel tempo ha permesso ai volontari del Forum di realizzare seminari, laboratori, incontri, attività estive dopo la chiusura delle scuole, campi didattici interculturali, corsi di italiano per stranieri. Nella scuola, ambito privilegiato dei suoi interventi, le attività del Forum coinvolgono ogni anno oltre 6mila studenti, con proposte che spaziano dalle mostre interattive ai concerti, dai corsi di lingua italiana attraverso il teatro ai laboratori artistici, dai dibattiti ai cineforum. «Quello su cui puntiamo non è tanto l’integrazione dei migranti nella nostra società, ma l’inverso, cioè l’arricchimento della nostra società dall’incontro con i migranti – sottolinea la responsabile del Forum -, perché siamo profondamente convinti che l’integrazione sia un cammino in cui siamo tutti coinvolti».
Oggi il Forum per l’intercultura si avvale della professionalità di 50 mediatori culturali, e il grande impegno di questi ultimi anni è stato l’accompagnamento delle famiglie: fra i servizi offerti, infatti, c’è la traduzione di documenti e modulistica scolastica, il supporto durante i colloqui, la consegna delle pagelle e le riunioni di classe. «Per il futuro prevediamo di puntare ancora di più sui genitori e sul dialogo fra gli adulti – dice ancora la responsabile del Forum -, perché il futuro delle seconde generazioni dipende molto dal grado di integrazione e consapevolezza dei loro genitori».
Per questo il Forum non si rivolge solo ai bambini: numerosi sono i corsi di formazione per genitori italiani e immigrati, per insegnanti e personale non docente, per operatori pastorali e sociali. In una città come Roma, dove un abitante su dieci è immigrato da altri Paesi, iniziative come quelle del Forum sono di fondamentale importanza per la costruzione di una società aperta e rispettosa: «Ai ragazzi immigrati noi diciamo sempre che loro sono più ricchi di noi – conclude Lidia Pittau -, perché da una parte hanno le radici culturali dei genitori, dall’altra l’appartenenza all’Italia, che è il Paese in cui si trovano a crescere. La grande sfida, il nostro sogno, è che in futuro le seconde generazioni sappiano davvero comprendere e trasmettere a tutti questa ricchezza».
11 gennaio 2010