Boldini al Chiostro del Bramante
Le donne e la Belle Epoque parigina sono i soggetti delle opere in mostra, provenienti da collezioni private o prestate da istituzioni italiane e internazionali di Francesca Romana Cicero
Scriveva Baudelaire: «La donna è un astro, una luce, uno sguardo, un invito alla felicità e talvolta il suono di una parola, ma soprattutto è un’armonia generale, non solo nel gusto o nel movimento delle membra, ma anche nelle mussole, nei veli, negli ampi e cangianti lembi di stoffe in cui si avvolge». Celebra questo ideale di bellezza femminile Boldini (1842-1931), a cui il Chiostro del Bramante dedica la mostra antologica “Boldini e gli italiani a Parigi”. Ideale che, nell’ereditare il gusto e l’eleganza del ‘700, è modernamente seducente, diviso tra grazia quasi infantile e garbata malizia.
Le sue donne incipriate e dalla carnagione lattea e lucente, resa ancor più morbida dalle sete fruscianti e dai pizzi degli abiti indossati, impreziositi da graziosi cappellini e scarpette di raso, sono tratteggiate con uno stile espressivo inconfondibile a cui la moda del tempo guardava con attenzione, e che tanto soddisfaceva le attese di ricchi e borghesi committenti.
Assimilate dai critici ai gingilli di Sevres, le sue donne sono chiuse in un mondo fatto di piccole cose: la stesura di una lettera, una visita, l’affetto di un cagnolino etc. I suoi quadri, che denotano un certo gusto nell’introdurre particolari relativi al mobilio, alle stoffe, all’ambientazione, sono come dei bozzetti nei quali tra realtà e sogno, tra riproduzione del vero e gioia di vivere, Boldini e gli altri italiani a Parigi (De Nittis, Mancini, Zandomeneghi) – le cui opere talvolta sono presentate su pannelli che riproducono gli interni domestici che verosimilmente le hanno ispirate – raccontano l’atmosfera che regnava nel XIX sec. in quella città cosmopolita. Una Parigi che già si proponeva come meta privilegiata in cui soggiornare per completare la propria formazione umana e d’artista. Una Parigi ormai lontana urbanisticamente e demograficamente da quelle intricate stradine buie descritte nei “Miserabili” da Victor Hugo ma che, per volere dell’imperatore Napoleone III, era stata interessata a una modernizzazione che l’aveva trasformata in una città europea con i suoi atelier, boulevards, teatri e caffè. Sullo sfondo, dunque, la cosiddetta Belle Epoque, caratterizzata dall’ascesa della borghesia liberale e laica, dal rinnovato amore per il teatro e l’arte, e da importanti scoperte scientifiche. Epoca d’oro che continua ad esercitare un gran fascino nell’immaginario collettivo italiano e d’oltralpe.
Il percorso presenta opere provenienti da collezioni private, solitamente non accessibili al grande pubblico, e importanti prestiti da istituzioni prestigiose italiane, quali la Galleria Moderna di Palazzo Pitti e la Galleria degli Uffizi, ed internazionali, quali il Musée d’Orsay.
“Boldini e gli italiani a Parigi. Tra realtà e impressione” c/o il Chiostro del Bramante, via della Pace 5. Fino al 14 marzo 2010. Curatore: Francesca Dini. Catalogo Silvana Editoriale: 29 euro in mostra. Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20 (la biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso il lunedì. Biglietti: intero 10 euro; ridotto 7,50 euro; scuole 4,50 euro. Info: tel. 06.68809035.
12 gennaio 2010