Francesco dà il via alla prima riunione del Consiglio per l’economia

Per il Papa bisognerà «tutelare e gestire con attenzione i beni della Chiesa alla luce della missione evangelizzatrice e con premura verso i bisognosi» di R. S.

È stato istituito con il Motu proprio “Fidelis dispensator et prudens” lo scorso 24 febbraio insieme con la Segreteria per l’economia e l’Ufficio del revisore generale. Venerdì scorso, 2 maggio, il Consiglio per l’economia si è riunito per la prima volta. Papa Francesco, per l’occasione ha salutato i membri del Consiglio precisando che la Santa Sede «si sente chiamata a mettere in atto la missione di tutelare e gestire con attenzione i propri beni alla luce della sua missione di evangelizzazione con particolare premura verso i bisognosi, tenendo conto specialmente della sua responsabilità verso la Chiesa universale».

«Questi cambiamenti – ha precisato il Santo Padre – rispecchieranno il desiderio di mettere in atto la necessaria riforma della Curia romana per meglio servire la Chiesa e la missione di Pietro. Questa è una sfida notevole, che richiede fedeltà e prudenza». Il «percorso – ha detto Francesco – non sarà semplice e richiede coraggio e determinazione. Una nuova mentalità di servizio evangelico dovrebbe stabilirsi nelle varie amministrazioni della Santa Sede». Il Papa ha, quindi, ringraziato anche il cardinale Pell «per il suo sforzo, il suo lavoro; anche per la sua tenacia di “rugbyer” australiano…».

Il Consiglio, ha sottolineato il Pontefice, «rappresenta la Chiesa universale: 8 cardinali da varie Chiese particolari, sette laici che rappresentano varie parti del mondo e che contribuiscono con la loro esperienza al bene della Chiesa e della sua particolare missione. I laici sono membri a pieno titolo del nuovo Consiglio: non sono membri di seconda classe, no. Tutti sullo stesso piano». Il lavoro del Consiglio è «di grande peso e di grande importanza, e offrirà un contributo fondamentale al servizio svolto dalla Curia romana e dalle varie amministrazioni della Santa Sede». Dopo aver augurato buon lavoro e ringraziato per quanto sarà fatto, il Santo Padre ha chiesto di pregare per lui: «Ne ho bisogno», ha concluso.

5 maggio 2014

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