Garante Lazio: «Morto detenuto a Regina Coeli»

Sovraffollamento, mancanza di spazi, malattie: le criticità delle carceri. Angiolo Marroni: «Il provvedimento svuota celle avrà effetti palliativi senza una revisione del codice penale e di quello di procedura penale» da Redattore Sociale

Duecentocinquanta detenuti in più in due mesi, duemila presenze oltre la capienza regolamentare. Numeri che portano, come corollario, l’impossibilità di garantire condizioni di vita accettabili nelle carceri, con spazi destinati alla socialità trasformati in celle, evasioni tentate e riuscite, risse fra reclusi e agenti di polizia penitenziaria costretti dai buchi di organico a turni di lavoro massacranti. È questo il drammatico quadro – aggravato dalla morte per cause naturali, il 30 gennaio, di un detenuto romano 45enne a Regina Coeli – della situazione nelle 14 carceri della Regione Lazio tratteggiato dal garante dei detenuti, Angiolo Marroni, secondo quanto si legge in una nota.

Il garante, spiega il comunicato, ha reso note le ultime statistiche elaborate dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) relative alle presenze in carcere: nel Lazio i detenuti attualmente reclusi sono 6.846 (6.409 uomini e 437 donne), duemila in più rispetto alla capienza regolamentare di 4.838.

«Le stime in nostro possesso- ha detto il garante- sono addirittura più allarmanti dei numeri indicati, sabato scorso, dal presidente della Corte d’appello di Roma, Giorgio Santacroce, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, che aveva parlato di 6.591 reclusi nelle carceri del Lazio. Ma, al di là dei numeri, è quanto quotidianamente accade nelle carceri a confermarci la criticità della situazione. Dalla spettacolare fuga riuscita da Regina Coeli al detenuto ridotto in gravi condizioni dopo una rissa a Cassino, fino al tentativo di suicidio di un detenuto sventato il 28 gennaio da un agente di polizia penitenziaria a Viterbo, tutto indica una situazione ormai prossima a sfuggire ad ogni tipo di controllo».

Rispetto all’ultima rilevazione diffusa dal garante, relativa a novembre 2011, i detenuti nel Lazio sono passati da 6.602 ai 6.846 attuali, con un incremento di 250 unità in soli 2 mesi. Rispetto ad un anno fa, gennaio 2011 – quando i detenuti erano 6.377 – si è registrato un incremento di presenze di 469 unità.

«La drammaticità di questa situazione– ha aggiunto il garante- è che non sono solo le grandi carceri della Regione, come Regina Coeli e Rebibbia Nuovo Complesso a soffrire per il sovraffollamento, ma tutti gli istituti. Abbiamo, ormai, fatto l’abitudine alle segnalazioni di gravi carenze igieniche, di impossibilità di garantire forme di socialità e di attività volte al recupero del detenuto, di persone ospitate nei centri clinici per mancanza di spazi, della recrudescenza di malattie come tubercolosi e scabbia. In questo quadro, giudico un fatto estremamente positivo i reiterati richiami del ministro della Giustizia Severino sulla drammatica situazione delle carceri».

«Di una cosa, però, sono sicuro: ogni tipo di provvedimento svuota celle come quelli che si vanno proponendo in queste ore, avrà effetti solo palliativi se non sarà accompagnato da una profonda revisione del codice penale e di quello di procedura penale. Occorre, in sostanza, rivedere una legislazione che produce troppo carcere – ha concluso Marroni -. Senza un intervento di questo genere, accadrà come nell’estate del 2008, quando gli effetti benefici dell’indulto furono cancellati in pochi mesi».

1 febbraio 2012

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