Gemelli, istituita una Commissione di esperti

Scienziati di fama internazionale convocati a Roma, coordinati da Giampiero Carosi, per mettere a fuoco strategie di terapia e controllo della Tbc. Intanto vanno avanti le indagini della Procura: indagati 6 dipendenti di Federica Cifelli

Mentre prosegue l’inchiesta della Procura, il Policlinico Gemelli ha istituito una Commissione di esperti di fama internazionale per «accertare e valutare sistematicamente nella loro complessità tutti gli elementi correlati all’infezione tubercolare rilevata nel reparto di neonatologia». Ne dà notizia un comunicato della direzione dell’ospedale, che annuncia che «i lavori della Commissione, che inizieranno subito, hanno lo scopo sia di approfondire scientificamente problemi e aspetti, conosciuti o emergenti, relativi all’epidemiologia della tubercolosi, in particolare in ambito neonatale, sia di analizzare le connesse procedure assistenziali».

Parallelamente alle consulenze scientifiche con le quali i magistrati cercano di capire tempi e modi della trasmissione del contagio da Tbc, gli esperti convocati dal Gemelli lavoreranno per mettere a fuoco strategie di prevenzione, diagnosi, terapia e controllo della malattia. Coordinati da Giampiero Carosi, Past President della Società italiana di malattie infettive e tropicali, collaboreranno dunque con il Gemelli Richard Chaisson, Director of the Johns Hopkins Center for Tuberculosis Research, Baltimora; Ruth Gelletlie, Director of Emergency Preparedness and Response, Health Protection Agency, London; Raffaella Giacchino, già direttore dell’Unità operativa di infettivologia, IRCCS pediatrico “G. Gaslini”, Genova; Jean-Pierre Zellweger, Medical adviser for TB, Swiss Lung Association, Berne.

In merito all’iscrizione nel registro degli indagati di 6 suoi dipendenti, resa nota ieri, la direzione del Gemelli prende atto «con serenità» di quanto disposto dalla Procura della Repubblica di Roma e «conferma la volontà e la piena disponibilità a collaborare per chiarire in tutti i suoi aspetti la vicenda relativa all’infezione tubercolare rilevata nel reparto di neonatologia», si legge in una nota. Nello stesso tempo però si ricorda che «i casi di soggetti malati di Tbc sono due, l’infermiera e una bambina: tale circostanza dimostra che nessuna epidemia è in atto».

L’auspicio espresso è che i risultati cui perverranno le indagini della Procura, unitamente all’attività delle commissioni di esperti istituite dalla Regione e dallo stesso Policlinico contribuiscano a «suggerire indicazioni utili in tema di salute pubblica, e in particolare per la sorveglianza, il controllo e la profilassi della Tbc in ambito ospedaliero». L’obiettivo che la direzione dell’ospedale ribadisce con chiarezza è quello di contrastare sempre più efficacemente il fenomeno della diffusione della malattia, «che negli ultimi anni si sta riproponendo anche nelle società più avanzate». In questa direzione va anche «il rinnovato impegno di tutti gli operatori al servizio dei pazienti di Roma, del Lazio e dell’Italia intera», confermato e garantito dall’«ampiezza e straordinarietà delle verifiche effettuate e ancora in corso».

Nell’esprimere fiducioso rispetto per l’azione della Magistratura, conclude il comunicato stampa, «si rammenta che gli avvisi di garanzia sono strumenti finalizzati a consentire a ciascuno degli interessati di esporre tutti gli argomenti atti a rappresentare la propria posizione e la correttezza del proprio operato in relazione ai fatti oggetto delle indagini, il cui avvio costituisce in questo caso un atto dovuto, anche a fronte delle denunce pervenute».

22 settembre 2011

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