Giocando con l’intercultura

Al via la mostra interattiva itinerante “Gli altri siamo noi”, curata dalla Caritas e realizzata dall’associazione Tamburi di Pace: un circuito di attività mirate a “smontare” il meccanismo del pregiudizio di Federica Cifelli

Il sito della Caritas diocesana

È dedicata agli studenti delle scuole romane, dalla V elementare al II anno delle superiori, la mostra interattiva “Gli altri siamo noi: giochi, strumenti, idee per una società interculturale”, che prende il via lunedì 13 gennaio nei locali della Casa della Cultura Villa De Sanctis, in via Casilina 665. Un percorso espositivo curato dalla Caritas di Roma e realizzato dall’associazione Tamburi di Pace, con la collaborazione del Municipio V, dedicato in maniera privilegiata ai ragazzi dai 10 ai 16 anni. A loro viene proposto un itinerario interattivo per riflettere su pregiudizi e discriminazione.

“Gli altri siamo noi” infatti non è una mostra nel senso tradizionale ma un circuito di giochi educativi costruito cercando di mettere in pratica i principi dell’educazione alla pace, con l’obiettivo di formare ai diritti umani, allo sviluppo e al dialogo interculturale. Un’iniziativa itinerante che attraversa l’Italia dal 1995 e ha già “visitato” 100 città – tra cui la stessa Capitale, due anni fa -, coinvolgendo oltre 8.500 classi, per un totale di 150mila studenti e 12mila insegnanti. L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è offrire ai ragazzi una percezione di come vengono creati i capri espiatori e di come si diffondono pregiudizi e discriminazioni.

Scoprire, sperimentare e agire. Queste le tre parole chiave che guidano le attività, scandite da una sorte di motto: «Insegnate ai ragazzi che devono pensare, ma non quello che devono pensare». Uno degli strumenti più importanti nell’educazione alla pace, spiegano infatti dalla Caritas, è proprio «il fatto di imparare a porsi domande, poiché è solo partendo da queste che è possibile porre in discussione i propri valori e le proprie certezze». La domanda è «l’inizio del cambiamento e il primo passo verso soluzioni creative».

Proprio alla formulazione di domande stimolano le attività della mostra, rappresentate in circa 80 pannelli e suddivise in 8 sezioni tematiche. Ai ragazzi verrà chiesto di “affrontarle” in coppia, annotando soluzioni trovate, scoperte fatte e soluzioni elaborate nel “Passaporto” che sarà consegnato loro prima di entrare nel percorso della mostra, e che diventerà così una sorte di diario personale dell’esperienza. Insegnanti ed educatori saranno presenti lungo l’itinerario per facilitare il loro lavoro, ma nell’assoluto rispetto dell’autonomia delle scelte dei ragazzi.

La rassegna resterà esposta fino al 31 gennaio, aperta anche alla partecipazione, il sabato, di gruppi scout o altri gruppi giovanili provenienti dalle parrocchie, previa prenotazione (tel. 06.6893888, e-mail segreteria.forumintercultura@caritasroma.it). L’inaugurazione ufficiale è prevista per mercoledì 15 gennaio alle 9.15. Intervengono il presidente del Municipio ospitante, Giammarco Palmieri, e il direttore della Caritas diocesana monsignor Enrico Feroci.

8 gennaio 2014

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