Gioco d’azzardo, no a nuove macchinette per 5 anni

È la proposta del ddl Binetti in discussione alla Camera, dove è stato presentato anche il libro di Umberto Folena con gli articoli della campagna di Avvenire contro il gioco patologico di R. S.

Lotto, Superenalotto, Gratta e vinci, slot machine, sale Bingo. In Italia il gioco d’azzardo legalizzato è cresciuto negli ultimi anni fino a coinvolgere tra i 500 e gli 800mila giocatori patologici. Se ne è parlato ieri, lunedì 14 luglio, alla Camera dei Deputati, in occasione della presentazione del libro di Umberto Folena, caporedattore di Avvenire, “L’illusione di vincere. Il gioco d’azzardo emergenza sociale” (Ed. Ancora): una raccolta di tutti gli articoli della campagna portata avanti dal quotidiano cattolico a favore dell’assistenza al problema del gioco patologico.

Tra i nodi irrisolti della questione, la contraddizione di uno Stato che al tempo stesso interessato al gioco, che procura entrate fiscali per circa 8,5 miliardi l’anno, e responsabile di salvaguardare la salute dei cittadini, con relativi costi sociali e sanitari. Paola Binetti (Udc), prima firmataria di un Disegno di legge per la prevenzione, cura e riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico, presentato in Commissione Affari sociali della Camera in parallelo alla presentazione del libro, ha sottolineato che tale testo «si fonda su aspetti regolatori precisi e stringenti insieme a provvedimenti per la protezione dei minori e dei soggetti considerati ‘vulnerabili». All’orizzonte poi c’è anche un “piano nazionale” in favore delle persone colpite da “gioco patologico”, oltre ad una limitazione per 5 anni nell’introduzione di nuove “macchinette” o piattaforme on-line.

Di «enorme regalo alla criminalità» ha parlato il parlamentare del Movimento 5 stelle Matteo Mantero, riferendosi alla regolamentazione del gioco d’azzardo avvenuta a partire dal 2000. A sottolineare l’incongruenza di norme che impediscono la pubblicità di sigarette alcolici in quanto dannosi alla salute ma la consentono per il gioco d’azzardo, sia pure altrettanto pericoloso, Paola Garavaglia, mentre l’autore del volume Umberto Folena ha ricordato come la stessa Antimafia consideri ormai il mondo dell’azzardo a rischio di infiltrazioni criminali, parlando addirittura di un terzo del gioco in realtà gestito illegalmente. Citando il sociologo Maurizio Fiasco, che è anche consulente della Federazione delle fondazioni antiusura, ha quindi sottolineato come l’Italia sia passata negli ultimi 20 anni da una situazione di gioco nella media con gli altri Paesi a quella di «gioco industriale di massa».

15 luglio 2014

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