Gioco d’azzardo, vietare o regolamentare gli spot
L’invito del ministro Andrea Riccardi che mette in guardia dai rischi della dipendenza psicologica: «Lo Stato che incassa molte risorse da questo settore, non può non occuparsi delle categorie più a rischio» da Redattore Sociale
«Il fenomeno del gioco d’azzardo sta assumendo in alcuni casi i contorni di una vera e propria dipendenza psicologica: in un momento di difficoltà economica, il miraggio di una ricchezza facile e immediata ha mandato in rovina molte persone». Lo ha detto il ministro della Cooperazione internazionale e dell’Integrazione Andrea Riccardi, che ha, tra le altre, la delega per i giovani, la famiglia e la lotta alle dipendenze.
«Particolarmente esposti ai rischi di dipendenza – aggiunge Riccardi – risultano essere appartenenti alle categorie più deboli: giovani, disoccupati, famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, anziani soli. Per questo motivo, al momento del conferimento delle deleghe, ho chiesto ai miei uffici di studiare il problema, che è piuttosto complesso. L’obbiettivo è di arrivare al divieto di pubblicità, come nel caso delle sigarette o, almeno, a una ferrea regolamentazione degli spot. Guardo con favore alla discussione che si apre domani in Senato sulla materia, ma mi riservo anche la possibilità di intervenire direttamente». Lo Stato «che incassa molte risorse da questo settore, non può non occuparsi delle categorie più a rischio e dei problemi non marginali, spesso veri e propri drammi sociali, che il gioco d’azzardo produce».
29 febbraio 2012