Giornata dell’Acqua, Save the Children: milioni di bambini senza acqua potabile

Sono 1.400 quelli che muoiono ogni giorno per la diarrea, dovuta all’acqua contaminata e a scarsa igiene. 25 milioni di bambini in più si troveranno senza cibo di qui al 2050 per la siccità di R. S.

«Più saranno i bambini che potranno accedere ad acqua pulita e servizi igienici adeguati e meno saranno quelli che si ammaleranno o addirittura perderanno la vita: la sconfitta della mortalità infantile va di pari passo con un sempre più largo e universale diritto all’acqua e all’igiene per bambini e adolescenti». Sono queste le parole di commento di Filippo Ungaro, responsabile comunicazione Save the Children – l’Organizzazione internazionale indipendente che lotta dal 1919 per salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti – alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua che si celebra il 22 marzo.

Su una popolazione di 7 miliardi di persone, 768 milioni non hanno ancora accesso a fonti di acqua salubre e 2,5 miliardi vivono in pessime condizioni igieniche. Fra di essi una quota rilevante è costituita da bambini e ragazzi sotto i 18 anni che non dispongono ancora di forniture sicure di acqua e che vivono senza servizi igienici adeguati. Un mix di scarsa igiene e acqua contaminata che causa la morte, ogni giorno per diarrea, di circa 1.400 minori con meno di 5 anni. «La diarrea è, da sola, responsabile del 16% delle morti infantili. Eppure, nei paesi cosiddetti ricchi, è considerata un piccolo disturbo, curabile con pochi sali reidratanti. E’ assurdo che per milioni di bambini rappresenti ancora un killer micidiale», prosegue Filippo Ungaro.

«Il difficile accesso all’acqua e l’inadeguatezza o inesistenza di servizi igienici impatta anche sul diritto all’istruzione, in particolare delle bambine», spiega ancora il responsabile comunicazione di Save the Children Italia. «In Africa subsahariana il compito di raccogliere l’acqua per le proprie famiglie ricade sull’81% delle donne e bambine impedendo loro di andare a scuola. Un ulteriore disincentivo a frequentare la scuola è la mancanza spesso di latrine distinte per maschi e femmine. La rinuncia all’istruzione alimenta a sua volta una condizione di povertà e disagio sociale, sia personale che collettivo. E’ un circolo perverso che va spezzato»

Ma a minacciare ulteriormente il diritto all’acqua pulita sono anche e con sempre maggiore intensità, inquinamento e i cambiamenti climatici. Si stima che ogni giorno 2 milioni di tonnellate di liquami e scarichi fognari non trattati vengano sversati nei mari e nei fiumi, compromettendo la qualità e potabilità dell’acqua. Il surriscaldamento globale poi sta avendo un impatto sulla disponibilità e qualità dell’acqua: sempre più spesso terribili siccità colpiscono ampie aree del mondo, causando fame e malnutrizione. Si stima che la mancanza di cibo colpirà 25 milioni di bambini in più di qui al 2050. All’estremo opposto ci sono le violente e frequenti alluvioni che ricoprono d’acqua insalubre vaste zone. Ambienti umidi che diventano ideali per lo sviluppo e diffusione della zanzara malarica: si stima che la malaria colpirà oltre 320 milioni di persone entro il 2080 e la diarrea si prevede che crescerà del 10% entro il 2020.

«Sono vari e complessi i fattori che spiegano perché un bene vitale come l’acqua non sia accessibile a centinaia di milioni di bambini e adulti: la mancanza o inadeguatezza di investimenti per infrastrutture idriche, sistemi fognari e approvvigionamento di acqua nei paesi più interessati dal problema», conclude Filippo Ungaro; «l’inadeguato rilievo dato alla questione dell’acqua e dei servizi igienici nei piani di sviluppo delle nazioni più colpite da queste carenze; la conflittualità fra stati, per il controllo e la gestione delle risorse idriche; i cambiamenti climatici e le insufficienti strategie messe in atto per rimuoverne le cause e contenerne gli effetti».

21 marzo 2014

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