Gli “Scugnizzi” di Mattone al Sistina

Un successo strepitoso per il musical che racconta la storia di due ragazzi usciti dall’istituto di Nisidia alle prese con la vita nelle strade di Toni Colotta

«C’era una volta» è l’incipit di tante favole, e lo leggiamo ora anteposto al titolo di uno spettacolo che ha già fatto storia, “Scugnizzi”. Creato come musical da Claudio Mattone, che ne curò anche la regia nel 2003, ottenne un successo strepitoso non solo per l’afflusso di pubblico ma per i premi che piovvero sulla produzione, sottolineando soprattutto l’originalità delle musiche. C’era una volta, ed è di nuovo al Sistina dove rimarrà in scena fino al 3 aprile. Se “Scugnizzi” è una favola, se la stessa parola del titolo è un po’ in disuso, la realtà raffigurata dalla pièce di Mattone – affiancato per i testi da Enrico Vaime – è quella drammatica che ammorba Napoli, filtrata con la vivacità sorridente della commedia musicale, senza sminuirne la gravità sociale.

In ambiente popolare partenopeo due ragazzi, Saverio e Raffaele, «rieducati» entrambi nell’istituto di correzione di Nisida, ormai liberi, si ritrovano dopo molti anni in condizioni di vita opposte: il primo ha preso gli ordini ed esercita il suo sacerdozio per le strade in aiuto della gioventù sbandata, con il richiamo potente della musica; l’altro, Raffaele, è il «nemico», camorrista, «pusher», sinistramente celebre come «o’ russo». Pagando lo scotto della violenza estrema, saranno i due lo strumento attraverso il quale il sistema criminale entrerà in crisi e i ragazzi troveranno il coraggio di ribellarsi.

La musica è il collante, allegro e drammatico di questa vicenda, e viene esaltata dai movimenti collettivi di danza concepiti e guidati da un coreografo di cartello, Gino Landi. Quel che più colpisce è che ad agire sul palcoscenico siano ragazzi e ragazze, di età fra 12 e 19 anni, senza esperienze teatrali alle spalle. Già nell’esordio del 2003, selezionati e addestrati accuratamente per mesi, hanno raggiunto risultati eccellenti. Stavolta, all’annunzio della ripresa si sono presentati in tremila alla nuova selezione costituendo poi un gruppo coeso che ha già raggiunto le vette del successo.

Lo dicono le cifre complessive di quest’impresa destinata a lunga vita. Numeri da Broadway: 600 repliche e 600mila spettatori. Un altro «c’era una volta» mette conto ricordare a proposito di “Scugnizzi”: la rappresentazione teatrale ha all’origine una iniziativa cinematografica. Nel 1987 il coraggioso regista Nanni Loy girò nel carcere minorile di Nisida un film tra i ragazzi a rischio di devianza, e Mattone fornì le musiche per la colonna sonora cui andarono vari riconoscimenti oltre al Nastro d’Argento. Fu la base per il musical, e ricarica di speranza per una Napoli migliore, libera dai corruttori di coscienze.

21 marzo 2011

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