Hiroshige, il maestro della natura
Fiori, tempeste di pioggia, gorghi di mare: al Museo del Corso oltre 200 opere testimoniano la tecnica incisoria dell’artista giapponese originario di Edo di Francesca Romana Cicero
Il Mediterraneo porta dell’Oriente. Lungo le vie percorse dai feudatari che, periodicamente, lasciavano i propri castelli per raggiungere lo shogun (il governatore di tutto il Giappone), all’ombra delle sacre montagne che custodivano le divinità protettrici della laboriosità della vita quotidiana. In una civiltà in cui spesso un segno accompagna e completa un’immagine, scrosci di cascata, gorghi di mare, tempeste di pioggia e neve, introducono l’arte di Utagawa Hiroshige. Samurai originario di Edo, l’odierna Tokyo, Hiroshige (1797-1888) è considerato l’ultimo esponente di una tecnica incisoria, che ha dominato l’arte nipponica popolare, dalla metà del 600 fino al 900. Arte gradevolmente influenzata dallo shintoismo.
A differenza del suo connazionale Hokusai, Hiroshige descrive una natura in cui l’uomo è parte integrante dell’universo, dello stesso respiro del cosmo, avvicinando l’infinitamente piccolo allo sconfinatamente grande. Fiori, piante, insetti e lavoro sono espressione della sua ukiyoe (immagini dal mondo fluttuante). Del resto come lo stesso Van Gogh notava – pittore che fu influenzato, al pari di alcuni impressionisti e post-impressionisti, come la mostra documenta, dalla ricchezza cromatica e dalle architetture di Hiroshige – «i giapponesi vivono nella natura come se essi stessi fossero fiori». Fiori ed animali che spesso hanno un significato augurale, come la carpa, sinonimo di perseveranza per la sua capacità di risalire il fiume, o le anatre in volo, simbolo di fedeltà coniugale.
Esecutore di vari soggetti, Hiroshige è celebre soprattutto come paesaggista, come autore di un’arte destinata ad una fruizione diretta, privata, e non monumentale.
Al Museo del Corso oltre 200 stampe policrome provenienti dalla Honolulu Academy of Arts, distribuite in sezioni scandite da pareti di differenti colori, tra ricostruzioni di giardini con diffusione di suoni e rumori della natura e giochi e dissolvenze di luce diurna e notturna, svelano all’Occidente forme, caratteristiche e gusto di una società nipponica. Società complessa, nella quale ogni anno, in agosto, partiva da Edo (la città più popolata del Giappone, centro di cultura, moda ed arte) un corteo per recare in dono all’imperatore cavalli. Il percorso, che si snodava lungo la costa del Pacifico, per arrivare fino a Kyoto, sede dell’imperatore, ospitava 53 stazioni. L’opera ad esso ispirata, “Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō”, realizzata tra il 1833 e il 1834, è universalmente considerata il capolavoro di Hiroshige.
In ogni sezione della mostra è idealmente ricostruita una stazione, costituita da una piccola pedana e da un tavolino in legno, con timbro, secondo l’usanza dei templi buddisti d’apporre un sigillo ufficiale al cosiddetto “quaderno del pellegrino”. La riproduzione viene offerta in mostra anche al visitatore adulto, non di rado “sorpreso”, al pari dei visitatori più giovani, a ripetere quest’antica usanza.
Una sezione a parte, “Il vedutismo di Hiroshige nella prima fotografia giapponese”, a cura di Rossella Menegazzo, testimonia con foto e cartoline di paesaggi e luoghi celebri, a qualche decennio di distanza, l’influsso che il maestro ebbe sul nuovo mezzo visivo, e sull’immaginario dei primi fotografi: il taglio delle inquadrature, la scelta dei luoghi già da lui resi famosi nelle stampe, il suo “modo di vedere” la realtà della natura perdurarono anche nelle nuove immagini. Al termine della mostra un video di circa 27 minuti illustra le tecniche dell’antica abilità incisoria.
“Hiroshige, il maestro della natura” c/o il Museo Fondazione Roma, via del Corso 320. Fino al 7 giugno 2008. Curatore: Gian Carlo Calza. Catalogo:Skira 32 euro in mostra.Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20 (lunedì chiuso); la biglietteria chiude un’ora prima. Biglietti: intero 9 euro; ridotto 7 euro; scuole 4 euro. Biglietto famiglia (nuclei familiari di almeno 3 persone): adulti e giovani fino a 26 anni 7 euro; bambini fino a 6 anni gratuito. Diritto di prevendita: scuole 1 euro; gruppi 1,50 euro. Acquisto biglietti on line:www.vivaticket.it. Informazioni e prevendita: tel. 899.666.805 (servizio a pagamento). Prenotazioni gruppi e scuole: Artem, tel. 06.62288877; info@adartem.it
24 marzo 2009