I 28 riquadri della porta paleocristiana a Santa Sabina
di Marco Frisina
Una delle tradizioni spirituali romane di grande importanza è quella delle Stazioni Quaresimali. La Chiesa di Roma si riuniva con il proprio vescovo, il Papa, e compiva questo pellegrinaggio spirituale nelle chiese stazionali che ricordavano i grandi martiri e preparandosi in questo modo al Triduo Pasquale. Anticamente la Quaresima iniziava con la Domenica prima di Quaresima, come ancora accade nel rito ambrosiano; dal tempo di Papa Gregorio VII inizia invece nel mercoledì delle Ceneri con la stazione nella basilica di Santa Sabina all’Aventino. L’antichissima chiesa risale al V secolo e conserva importanti testimonianze del suo antico passato, tra queste la preziosissima porta lignea dell’ingresso principale che risale ai tempi stessi della sua edificazione. Questa porta costituisce il più antico esempio di scultura paleocristiana ed è composta da 28 riquadri, di cui ne rimangono oggi 18, che rappresentano scene dell’Antico e del Nuovo Testamento senza un ordine apparentemente preciso. Tra queste c’è una formella con la più antica raffigurazione della Crocifissione, dove Cristo è tra i due ladroni. La formella presenta la scena in modo quasi astratto in un luogo che somiglia a una muraglia e i personaggi in posa ieratica; Cristo viene rappresentato più alto e di maggiori dimensioni per rappresentarne l’elevatezza spirituale. L’iconografia della scena colpisce per la sua ingenuità e nello stesso tempo per la sua forza ed è una viva testimonianza della fede dei nostri padri.
22 febbraio 2010