«I civili della Siria sopravvivono solo grazie al loro coraggio»
L’appello delle Agenzie umanitarie delle Nazioni Unite in difesa della popolazione. Tra le richieste: permettere l’accesso umanitario incondizionato a tutte le persone in stato di bisogno di R. S.
Un appello «a tutte le parti di questo brutale conflitto» perché si permetta alla popolazione civile siriana di sopravvivere è arrivato ieri, mercoledì 23 aprile, dalle Agenzie umanitarie delle Nazioni Unite. La richiesta: «Permettere l’accesso umanitario incondizionato a tutte le persone in stato di bisogno, usando tutte le strade disponibili attraverso le linee del fronte in Siria o attraverso i suoi confini; togliere gli assedi sui civili, al momento imposti da tutte le parti, come quelli che isolano parti di Aleppo, della città vecchia di Homs, di Yarmouk, di East Ghouta, di Moadhamieh, Nubl e Zahra; porre fine agli indiscriminati bombardamenti e lanci di granate sui civili da parte del governo e dei gruppi dell’opposizione oltre alla fine di tutte le altre violazioni del diritto umanitario internazionale».
A fornire i dati, Valerie Amos, sottosegretario Generale delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari e Coordinatore alle Emergenze, Anthony Lake, Direttore esecutivo Unicef, António Guterres, Alto Commissario per i Rifugiati, Ertharin Cousin, Direttore esecutivo, World Food Programme e Margaret Chan, direttore generale, Organizzazione mondiale della sanità. Numeri drammatici: «Solo nella città di Aleppo, almeno un milione di persone necessita ora di urgente assistenza umanitaria e un milione e 250mila persone hanno bisogno di cibo». Anche la sanità è al collasso «con soli 40 medici per 2,5 milioni di persone, mentre continuano bombardamenti aerei, razzi, mortai e altri attacchi indiscriminati che massacrano donne, uomini e bambini innocenti». Ancora, un terzo degli impianti di trattamento delle acque del Paese non sono più funzionanti, il 60 per cento dei centri sanitari sono distrutti e circa 3,5 milioni di persone vivono in aree sotto assedio o in zone impossibili da raggiungere con assistenza umanitaria. «I civili innocenti della Siria sembrano sopravvivere solo grazie al proprio coraggio».
Fino a oggi, stigmatizzano i capi delle agenzie, «gli sforzi diplomatici volti a porre termine ad anni di sofferenze hanno mancato di produrre risultati. Quello che non è mancato, invece, è il coraggio e la determinazione della straordinaria popolazione civile siriana a sopravvivere. Potranno coloro che hanno la responsabilità, il potere e l’influenza per fermare questa tragica e terribile guerra trovare lo stesso coraggio? La stessa volontà?».
24 aprile 2014