I volontari nelle strutture sanitarie. Un convegno al Santo Spirito
Nell’ospedale del lungotevere in Sassia una giornata di studio e di confronto sulla “gratuità” nel servizio accanto ai malati di R. S.
Il volontariato come dono gratuito. E la gratuità come pienezza dell’essere, libera adesione a un progetto d’amore. Se ne parlerà sabato 12 novembre nel convegno “Volontari e cappellani. Percorsi di reciproca conoscenza e collaborazione”, nell’Aula Alessandrina dell’Ospedale Santo Spirito (Lungotevere in Sassia 1).
L’iniziativa promossa dall’Istituto Camillianum «intende esplorare e approfondire gli orizzonti e gli ostacoli nella collaborazione tra volontari, cappellani e operatori pastorali, che possono incidere nell’umanizzazione e nell’evangelizzazione del mondo della salute», spiegano gli organizzatori. Si comincia alle 9, con una mattinata dedicata ad approfondire il significato antropologico e teologico della gratuita e le prospettive sociologiche per il volontariato. Alle 11.30, tavola rotonda con la partecipazione dei rappresentanti di Caritas, Unitalsi, Avo, Arvas, Croce Rossa e Gruppi vincenziani sul tema “I diversi volti del volontariato”. Nel pomeriggio poi si riprende con un approfondimento sugli stili relazionali e con alcune testimonianze dalle associazioni di malti e familiari. Quindi, alle 17, obiettivo puntato sulla cappellania ospedaliera come modello di cooperazione tra cappellani e volontari, con interventi degli uni e degli altri.
«Il volontariato – osservano ancora al Camillianum – è un fenomeno che nel corso degli ultimi tre anni si è andato sviluppando in una varietà di direzioni, rispondendo a una molteplicità di sfide e bisogni, ma rappresenta sempre una manifestazione della gratuità originaria». L’essere umano infatti «è naturalmente indigente perché esiste ricevendo e la sua libertà è assenso a un dono. È in relazione e tende ad amare». La presenza dei volontari all’interno delle strutture sanitarie rappresenta proprio «un ambito speciale di questa gratuità». Fra i campi di intervento più frequenti, la sofferenza psichica, la disabilità, le dipendenze e il supporto alle famiglie. Sempre con un unico obiettivo: un’assistenza «umana e globale» alle persone.
Per informazioni: tel. 06.3297495, e-mail segreteria@camillianum.com
10 novembre 2005