Il cardinale Vallini: «Costruire ponti tra scuola e famiglia»

In vista dell’incontro del Papa con il mondo dell’educazione, i dirigenti scolastici romani si sono ritrovati in Vicariato. Il direttore generale Novelli: «Urgente la mobilitazione di adulti testimoni» di Antonella Pilia

«Cari amici, nel portare avanti il compito meraviglioso dell’educazione, non scoraggiatevi: educate con speranza ed entusiasmo. Il buon seme a suo tempo darà frutto». Così il cardinale vicario Agostino Vallini ha incoraggiato i dirigenti scolastici di Roma che ieri, lunedì 24 marzo, riempivano la storica Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense. Un’iniziativa pensata in vista del grande incontro di Papa Francesco con il mondo della scuola e dell’educazione del prossimo 10 maggio in piazza San Pietro, promosso dalla Cei.

Quella dell’istruzione è una realtà molto complessa che a Roma comprende «1.400 istituzioni scolastiche, 406mila alunni, 44mila docenti e 12mila unità di personale amministrativo», ha sottolineato Maddalena Novelli, direttore generale dell’Ufficio scolastico del Lazio. Anche questo mondo ha le sue periferie: circa 46mila alunni stranieri e 13.400 con disabilità. «In una città che spesso divide – ha osservato – la scuola svolge la funzione di “membrana cellulare”, che permette il fluire delle diversità e quindi esercita la funzione nutritiva». Da sola, però, non ce la può fare: ha bisogno di «una mobilitazione di adulti testimoni per affrontare l’emergenza educativa», ha concluso Novelli, chiamando in causa famiglia e Chiesa.

A questo appello, il cardinale Vallini ha dato risposta nella sua prolusione. Partendo dall’attuale «contesto socio-culturale», caratterizzato da rapidi mutamenti tecnologici e da una visione antropologica secondo cui il docente non è più «maestro-testimone di valori» ma un semplice «animatore culturale», il porporato ha ribadito la necessità che scuola e famiglia lavorino insieme. Il rapporto tra i due luoghi educativi è molto delicato ma «siete chiamati ad adoperarvi costantemente a “costruire ponti”», ha ripetuto il cardinale ai dirigenti scolastici, ringraziandoli per l’impegno profuso. Altro compito della scuola è quello di tendere all’inclusione: «Accogliere tutti e non permettere che nessuno vada perduto», soprattutto riguardo alla dispersione scolastica e alla «”capacità di orientare” a trovare la propria strada nella vita». La Chiesa «ha il dovere di occuparsi di educazione», ha quindi affermato il cardinale, precisando che l’incontro con il Papa sarà aperto a «tutti i battezzati presenti nella scuola» e dimostrerà ancora una volta che «la Chiesa non abbandona il campo, anzi vuole rinnovare il proprio impegno educativo a favore di tutti».

Un messaggio rafforzatoanche dal vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi. «Papa Francesco, incontrando a Cagliari gli universitari, ha detto che “guardare non significa conoscere” – ha sottolineato -. La cultura universitaria negli ultimi decenni si è soffermata solo sul guardare. Allora credo che questa nuova alleanza tra scuola, famiglia e Chiesa ci chieda di investire sulla conoscenza, per aiutare le nuove generazioni a interpretare la realtà». Secondo Clara Rech, del liceo statale Visconti, «oggi più che mai occorrono teste flessibili e pronte a padroneggiare il cambiamento per non subirlo» ed «ecco perché è indispensabile non abbandonare gli studi umanistici». Mentre la vera sfida che attende la scuola italiana, per Andrea Forzoni, della paritaria Marymount, è «creare orizzonti di senso per i più giovani» senza scoraggiarsi «di fronte alle difficoltà che la sfida educativa presenta, come ha detto Papa Francesco».

Per l’incontro del 10 maggio non sono previsti biglietti; solo i disabili avranno un settore riservato. Sarà possibile raggiungere la piazza esclusivamente con i mezzi pubblici, che per l’occasione verranno potenziati. I varchi della piazza verranno aperti alle 14: il Papa arriverà alle 16.15 per salutare i fedeli e l’incontro durerà dalle 17 alle 18.30. Ulteriori informazioni su www.lachiesaperlascuola.it.

25 marzo 2014

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