Il Circolo San Pietro e il legame con il Pontefice
100 volontari nelle parrocchie romane per collaborare alla colletta per la Giornata della carità del Papa, il 25 giugno di Laura Badaracchi
Leggi il comunicato stampa della diocesi sulla Giornata della carità del Papa
«Il braccio della carità del Papa». Così Giovanni Paolo II definì il Circolo San Pietro, aggregazione laicale nata nel 1869 da un gruppo di giovani laici della borghesia romana, prima della presa della città, che si strinsero intorno al Pontefice Pio IX «per dargli una testimonianza della fede e dell’amore dei romani verso il Santo Padre», sottolinea il professor Alberto Bochicchio, membro del Circolo e responsabile della Commissione per la carità del Papa. Infatti ogni anno il Circolo collabora attivamente alla colletta per la Giornata della carità del Papa (il cosiddetto “Obolo di San Pietro”), che sarà celebrata domenica prossima nelle parrocchie; le offerte saranno poi destinate agli interventi caritativi voluti dal Pontefice.
Presieduto dal duca Leopoldo Torlonia (coadiuvato dal segretario Stefano Catania e da altri collaboratori), e guidato spiritualmente dall’assistente mons. Francesco Camaldo, il Circolo vanta un’antica tradizione nell’assistenza ai poveri della Capitale attraverso le “cucine economiche” e le mense. «Durante la II Guerra mondiale erano aperte a Roma 27 cucine e si calcola che nell’ultimo anno del conflitto vennero distribuite 4 milioni di porzioni di minestra», riferisce Bochicchio. Oggi le mense funzionanti sono 3 e distribuiscono circa 60mila pasti all’anno; si trovano a Trastevere, in via della Lungaretta, a Testaccio (via Mastro Giorgio) e ai Parioli (via Adige). Invece in via Santa Maria in Cappella è attivo un dormitorio per circa 50 persone, con stanze singole e doppie, mentre una casa famiglia offre ospitalità alle mamme dei piccoli ricoverati presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Un’altra struttura, in via San Giovanni in Laterano, funge da pensionato a un prezzo accessibile per 25 studentesse. Ancora: sempre nella zona del Laterano è attivo un Centro polifunzionale che garantisce assistenza medica ambulatoriale, servizi di consultorio e distribuzione di biancheria e indumenti nuovi ai parroci che ne fanno richiesta per le persone bisognose del loro territorio. Infine, un Hospice per malati terminali a Monteverde, struttura accreditata dal Servizio sanitario nazionale e finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Roma. Un impegno caritativo multiforme, dunque, reso possibile grazie all’apporto di 450 soci, quasi tutti professionisti (ma anche studenti e giovani), che attraverso le loro risorse e il loro volontariato consentono di tenere vive numerose attività.
Per quanto riguarda l’Obolo, «si tratta di un privilegio papale unico, una raccolta che si effettua solo nella diocesi di Roma dal 1870 circa, di cui il Santo Padre è vescovo», ricorda Bochicchio, spiegando che un centinaio di volontari raggiungeranno domenica prossima le parrocchie per coadiuvare la colletta (che tradizionalmente dovrebbe avvenire il 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo, patroni della Capitale) e sensibilizzare i fedeli su questo tema. Lo scorso anno sono stati raccolti 250mila euro, consegnati a Benedetto XVI, che il 7 luglio 2005 ha ricevuto in udienza per la prima volta i soci del Circolo. «La missione che compite con ammirevole impegno è preziosa – ha detto loro Papa Ratzinger -. Oltre al servizio liturgico, voi vi preoccupate di andare incontro ai poveri e di recare sollievo ai malati e ai sofferenti. Ciò facendo, imitate il “buon Samaritano” e testimoniate in maniera concreta lo slancio missionario e l’amore evangelico, che deve contraddistinguere ogni autentico discepolo di Cristo».
Il legame dei pontefici con il Circolo è testimoniato anche dal fatto che ben 4 futuri Papi ne furono soci: Leone XIII, Pio XI, Pio XII e Paolo VI, che presentò nel 1944 la domanda per diventare membro dell’associazione. Inoltre alcuni soci svolgono un servizio di accoglienza durante le cerimonie presiedute dal Pontefice: ad esempio, erano presenti nei giorni scorsi alla celebrazione e alla processione del Corpus Domini. Non solo “la minestra del Papa”, quindi, come tradizionalmente vengono chiamati i pasti offerti dalle mense del Circolo: i soci si sono aperti anche al sostegno internazionale di orfanotrofi ad Addis Abeba, a Chernobyl, a Malindi (Kenya), e di un monastero rumeno in difficoltà. Il “braccio della carità del Papa” si allunga sempre di più per cercare di raggiungere i fratelli in difficoltà sparsi nel mondo.
19 giugno 2006