Il Papa ai giovani: «Fare la propria scelta con la prospettiva del definitivo»

Nei Giardini Vaticani l’incontro informale con i ragazzi del Servizio diocesano per le vocazioni guidato da don Fabio Rosini. La riconoscenza di Francesco e l’invito ad affidarsi alla Vergine di R. S.

«Vi ringrazio per questa visita alla Madonna che è tanto importante nella nostra vita. E lei ci accompagna anche nella scelta definitiva, la scelta vocazionale, perché lei ha accompagnato suo Figlio nel suo cammino vocazionale che è stato tanto duro, tanto doloroso. Lei ci accompagna sempre». Il Papa ha espresso così la riconoscenza ai giovani della diocesi di Roma in ricerca vocazionale, che sabato 28 giugno hanno ascoltato le sue parole presso la Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani. Un incontro informale, al termine di un cammino promosso dal Servizio diocesano per le vocazioni guidato da don Fabio Rosini.

Francesco ha sottolineato l’importanza della devozione mariana. «Quando un cristiano mi dice, non che non ama la Madonna, ma che non gli viene di cercare la Madonna o di pregare la Madonna, io mi sento triste. Un cristiano senza la Madonna è orfano. Anche un cristiano senza Chiesa è un orfano. Un cristiano ha bisogno di queste due donne, due donne madri, due donne vergini: la Chiesa e la Madonna. E per fare il “test” di una vocazione cristiana giusta, bisogna domandarsi: “Come va il mio rapporto con queste due Madri che ho?”, con la madre Chiesa e con la madre Maria. Questo – ha affermato – non è un pensiero di “pietà”, no, è teologia pura. Questa è teologia. Come va il mio rapporto con la Chiesa, con la mia madre Chiesa, con la santa madre Chiesa gerarchica? E come va il mio rapporto con la Madonna, che è la mia Mamma, mia Madre?». Questo fa bene, ha detto ancora parlando “a braccio” ai giovani convenuti nei Giardini Vaticani: «Non lasciarla mai e non andare da soli. Vi auguro un buon cammino di discernimento. Per ognuno di noi il Signore ha la sua vocazione, quel posto dove lui vuol che noi viviamo la nostra vita. Ma bisogna cercarlo, trovarlo; e poi continuare, andare avanti».

Il Papa ha poi rimarcato l’importanza del «senso del definitivo». «È importante, perché stiamo vivendo una cultura del provvisorio…Un ragazzo, mi raccontava un vescovo, un giovane, un professionista giovane, gli ha detto: “Io vorrei diventare prete, ma soltanto per dieci anni”. È così, è il provvisorio. Abbiamo paura del definitivo». Da qui l’appello ai giovani: «Per scegliere una vocazione, una vocazione qualsiasi, anche quelle vocazioni “di stato”, il matrimonio, la vita consacrata, il sacerdozio, si deve scegliere con una prospettiva del definitivo. E a questo si oppone la cultura del provvisorio. È una parte della cultura che a noi tocca vivere in questo tempo, ma dobbiamo viverla, e vincerla. Anche su questo aspetto del definitivo, credo che uno che ha più sicura la sua strada definitiva è il Papa! Perché il Papa… dove finirà il Papa? Lì, in quella tomba, no?».

1° luglio 2014

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