Il “prezioso contributo” di Ildegarda di Bingen

Un convegno sulla santa proclamata Dottore della Chiesa da Benedetto XVI. Il vescovo Zuppi: «Esempio luminoso di misticismo e realismo». Il suo apporto per i rimedi naturali rivolti alla salute di Mariaelena Finessi

Il 7 ottobre, in occasione dell’apertura della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi dedicata al tema della nuova evangelizzazione, papa Benedetto XVI ha proclamato dottori della Chiesa universale i santi Ildegarda di Bingen, monaca benedettina del Medioevo tedesco, e Giovanni d’Ávila, sacerdote del Rinascimento spagnolo. Il numero delle personalità religiose che hanno mostrato, nella loro vita e nelle loro opere, particolari doti di illuminazione della dottrina sale così a 35: di queste, quattro sono donne, a confermare il ruolo femminile nella diffusione del messaggio cristiano.

Per raccontare la vita della mistica conterranea di Papa Ratzinger, il 5 ottobre si è tenuto alla Casa Santa Francesca Romana a Ponte Rotto il convegno “La vocazione terrestre e celeste di Ildegarda di Bingen”, presieduto da monsignor Matteo Zuppi, vescovo ausiliare del settore Centro della diocesi, che ha ricordato come «quella della monaca tedesca, esempio luminoso di misticismo e realismo, sia una storia di grandissima attualità, specie per l’idea ch’ella aveva della purificazione della Chiesa. Forse – sintetizza il vescovo, richiamando alla memoria le difficoltà che anche oggi vive il mondo cattolico – è questa la ragione per cui Benedetto XVI ha voluto attribuirle il titolo di Dottore».

Tra i relatori anche l’antropologa e naturopata Francesca Serra e la fitoterapeuta Sabrina Melino, imprenditrice del Novarese che ha realizzato una linea di rimedi naturali ispirati alle ricette di Ildegarda, «al fine – spiega – di riscoprire la sacralità degli atti quotidiani e l’amore per il corpo». Avversa all’idea comune di medicina, la monaca aveva elaborato un metodo di guarigione naturale, che chiamò “Viriditas” cioè energia vitale, convinta dell’esistenza di un rapporto stretto tra la sfera emotiva dell’uomo e la natura, preziosa alleata del benessere e della salute. Lucia Tancredi, che sulla badessa ha appena pubblicato una biografia edita da “Città Nuova” (“Ildegarda, la potenza e la grazia scritta”), descrive il lato anticonformista della mistica, come pure la sua straordinaria poliedricità, essendo stata Ildegarda oltre che predicatrice anche pittrice, musicista, poetessa e, appunto, naturalista.

Nata nel 1098, un anno prima che i crociati conquistassero Gerusalemme, a causa della salute inferma, la piccola Ildegarda viene affidata all’aristocratica Jutta di Sponheim, maestra delle novizie nel convento di Disibodenberg, perché ne curi l’educazione. Presi i voti intorno all’età di 15 anni, e fondato un suo primo monastero a Rupertsberg nel 1150, si dice che Ildegarda facesse vestire sfarzosamente le consorelle, adornandole con gioielli, per salutare con canti le festività domenicali. «Ildegarda non amava le mortificazioni e la spiritualità improntata al concetto di colpa – spiega Tancredi -. Vestiva le sue monache di verde, non recideva loro i capelli, lasciava che si abbigliassero di perle e di fiori, perché non
avessero vergogna della loro bellezza e giovinezza». Tanto più che nella sua visione religiosa della creazione, se l’uomo rappresenta la divinità di Dio, la donna idealmente personifica l’umanità di Gesù.

Consigliera di pontefici e imperatori e “protettrice delle battaglie” – questo il significato del suo nome – Ildegarda si è battuta per scuotere gli animi e le coscienze della sua era. Non ebbe timore a conferire con vescovi e abati, nobili e principi né si tirò indietro dinanzi all’imperatore Federico Barbarossa che lei sfidò con parole dure. Quella di Ildegarda è stata dunque una importante figura per il secolo XII. «Ha offerto il suo prezioso contributo per la crescita della Chiesa – ha spiegato Benedetto XVI nel corso della celebrazione – valorizzando i doni ricevuti da Dio e mostrandosi donna di vivace intelligenza, profonda sensibilità e riconosciuta autorità spirituale». Benedetto XVI ha così ribadito ciò che in altre circostanze aveva già sottolineato di lei: lo «spirito profetico» e la «fervida capacità di discernere i segni dei tempi».

8 ottobre 2012

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