Il realismo ironico di Pio Pullini
Una mostra di 90 opere al Museo di Roma per il pittore marchigiano di nascita e romano di adozione di Francesca Romana Cicero
Fluidità del colore e personale visione cronachistica dell’epoca costituiscono i tratti distintivi del realismo ironico di Pio Pullini (1887-1955). Una mostra di 90 opere al Museo di Roma tratteggia il profilo dell’artista, originario di Ancona ma romano d’adozione, che tra ritratti ufficiali, illustrazioni bozzettistiche e caricaturali, cartelloni pubblicitari e acquerelli, ha raccontato la società italiana del ‘900 in rapida trasformazione, stigmatizzandone vizi e abitudini.
La sua formazione all’Accademia di Belle Arti e presso lo studio di Giulio Aristide Sartorio, l’esperienza della guerra vissuta in prima persona – fu tenente di complemento in Fanteria nella prima guerra mondiale-, l’amicizia con Trilussa, arricchirono gradualmente la personalità e la vena artistica di Pullini. La ricostruzione delle fasi che testimoniano il suo attaccamento alla città sono documentate dalle sezioni nelle quali è suddivisa la mostra.
Nella prima sono esposte le illustrazioni realizzate dall’artista per importanti riviste e quotidiani tra cui “La Tribuna illustrata” e “L’Urbe”, mentre la sua notorietà cresceva grazie all’illustrazione del libro unico di letture per la prima e la seconda elementare. La seconda sezione registra gli anni della Seconda Guerra Mondiale e del Dopoguerra con acquerelli a figura intera su sfondi sfumati che stigmatizzano preti e sovrani, nobili e borghesi, politici e popolani, reduci ed eroi, gerarchi fascisti e nuovi arrivati americani. È la sezione che maggiormente offre spunti di riflessione non solo quando registra momenti drammatici del rastrellamento nel ghetto durante l’occupazione nazista o lo sguardo del soldato tedesco che si posa su quello della statua di Garibaldi al Gianicolo, ma anche quando si sofferma sulla corruzione, sul mercato nero e vuoti trionfalismi del regime fascista.
Immagini che fecero di lui, come ebbe a definirlo “La Fiera letteraria”, un “valido psicologo di una Roma città aperta”. La terza ed ultima sezione raccoglie un gruppo di dipinti che, a partire dal 1912, ne documentano l’attività di ritrattista: dai nudi di donna alle opere più tarde dove affiora una vena più familiare e intimista. Le opere esposte, che in un panorama artistico-culturale capitolino ricco di grandi eventi mirano ambiziosamente a restituire notorietà a quest’artista misconosciuto, appartengono alle collezioni stesse del Museo di Roma con prestiti provenienti dalla Galleria Comunale d’Arte Moderna e dagli eredi dell’artista.
“Pio Pullini e Roma. Venticinque anni di storia illustrata (1920 – 1945)” c/o il Museo di Roma Palazzo Braschi. P.zza S. Pantaleo, 10. Fino al 5 settembre. Curatori: Maria Elisa Tittoni, Simonetta Tozzi e Angela Maria D’Amelio. Orari: Dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 – 19.00. La biglietteria chiude alle 18.30. Chiuso il lunedì. Biglietto d’ingresso: Intero: € 8,00; Ridotto: € 6,00. Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. Informazioni: 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00.
25 maggio 2010