Il telefonino anti stalking, in aiuto alle donne

Mette la vittima in collegamento con i centri antiviolenza, che registrano la chiamata e allertano la Polizia. Nel 2011 circa 8mila i reati persecutori denunciati in Italia da Redattore Sociale

Nel corso del 2011 sono stati circa 8mila i reati persecutori denunciati in Italia: nel 77% dei casi le vittime sono donne. Quello dello stalking è «un fenomeno che sta emergendo in modo allarmante» dopo l’entrata in vigore del decreto legge nel 2009. Lo sottolineano Vodafone e Polizia di Stato che per contrastare il fenomeno hanno messo a punto uno speciale telefonino, che fa da “angelo custode” alle donne vittime di persecuzione. Il progetto, che è stato presentato ufficialmente questa mattina, 24 luglio, a Roma, si chiama “Vodafone angel”. Il meccanismo è semplice: il telefono è dotato di un pulsante centrale che in caso di pericolo mette la vittima in collegamento con i centri antiviolenza, che registrano la chiamata. Se considerano il caso particolarmente grave, gli operatori allertano la Polizia che può così intervenire tempestivamente. La tecnologia consente, infatti, di identificare immediatamente la vittima e, grazie al dispositivo di geolocalizzazione, di fornire le coordinate del luogo dove si trova la persona.

Per ora l’iniziativa è stata sperimentata a Roma su 33 donne vittime di violenza: il 30% delle donne coinvolte ha tra i 30 e 40 anni, il 27% tra 40 e 50 anni e le restanti si dividono tra 20-30 anni, 50-60 e over 60. Nel corso della sperimentazione sono state inoltrate 21 richieste di aiuto, di queste 7 per casi gravi, che hanno quindi richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Nella seconda fase il progetto sarà ampliato su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo 2000 persone vittime di stalking.

«Dopo anni di colpevole silenzio abbiamo iniziato a interessarci al tema – sottolinea Francesco Cirillo, vice capo della Polizia -. Lo Stato ne parlava poco ma poi convenimmo che era tempo di fare una legge». Cirillo ha ricordato che una parte del decreto legge che ha introdotto il reato di stalking non ha ancora visto la luce. Nel provvedimento era prevista, infatti, una raccolta dati per pervenire a una statistica sul fenomeno. Sono stati attivati, invece, i corsi di formazione per i poliziotti. «Auspichiamo – aggiunge il vice capo della Polizia – che tutte le forze dell’ordine partecipino attivamente al contrasto di questo odioso reato».

«L’obiettivo del progetto è quello di dare più sicurezza alle donne – aggiunge Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato di Vodafone Italia – . La nostra azienda è uno dei primi investitori del Paese, deve quindi preoccuparsi della società tutta – continua -. Questa iniziativa incrocia due tematiche: la valorizzazione del mondo femminile e la valorizzazione della nostra tecnologia peri il progresso delle persone». Secondo Lella Golfo, presidente della fondazione Bellisario, bisogna «diffondere cultura, rispetto della donna e sconfiggere la cultura maschilista» perché i dati sulla violenza di genere sono sempre più drammatici. «Se ci sono delle vittime ci sono anche dei carnefici – aggiunge Luca Lo Presti, della fondazione Pangea onlus -. Bisogna lavorare anche sul mondo maschile, perché non è solo un problema di diritti delle donne ma di diritti umani». Alla presentazione del progetto sono intervenuti rappresentanti delle istituzione e della società civile a cominciare dall’ex.ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, che ha portato a compimento l’iter della legge sullo stalking. Anche lei, come la cantane Caterina Caselli, il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti e molti altri, ha letto le testimonianza delle donne vittima di violenza.

25 luglio 2012

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