Il vademecum “Se a una donna serve aiuto”

Presentato un prontuario che offre consigli utili a prevenire abusi, e invita i cittadini a non essere indifferenti da Redattore Sociale

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Ore 12 di mercoledì 25 ottobre: negli uffici di Via IV Novembre, sede della Prefettura di Roma, Mariella Gramaglia, assessore alle Politiche per la semplificazione, la comunicazione e le pari opportunità, e Achille Serra, prefetto della città, presentano il vademecum “Se a una donna serve aiuto”. Alla presenza anche del questore, e della vice questore Dania Manti è stato presentato un pieghevole «messo a punto con il contributo delle forze dell’ordine, degli amministratori locali, di operatori sociali e di rappresentanti di associazioni di cittadini». Il prontuario ha lo «scopo di offrire alcuni semplici consigli utili a prevenire episodi di violenza e intimidazione che potrebbero avvenire sul territorio della nostra città». «Un appello a chi vede ed a chi assiste – dice il prefetto di Roma Achille Serra – a non essere indifferente». Un impegno di tutti dunque alla prevenzione di un reato che definisce «peggiore, di un omicidio, perché ti lascia segnato per tutta la vita». E aggiunge: «Ho un sogno che purtroppo rimarrà tale: vorrei che quando arrestiamo un responsabile lo si potesse processare per direttissima».

Il vademecum è indirizzato in questo caso soprattutto a quelle persone che operano e lavorano nelle «ore notturne o in zone poco illuminate o poco frequentate della città» «nelle quali il rischio di una violenza potrebbe essere maggiore». Rivolto dunque ad autisti di autobus notturni e taxi, guardiani di strutture private, ristoratori, baristi, edicolanti, fiorai, gestori di locali notturni. Come dichiara l’assessore Gramaglia, il prontuario intende porsi quale contributo e strumento oggettivo volto a creare una «nuova sensibilità degli uomini» sul tema della violenza alle donne, in particolare quella sessuale, rivelandosi per «molti uomini romani che magari non hanno mai riflettuto» motivo di «una crescita di coscienza». In sostanza il vademecum invita all’osservazione dei segnali di pericolo, spiega a chi si rivolge, richiama alla cautela e alla discrezione, consiglia di evitare l’intervento diretto, ma di non perdere il contatto con la scena. Indica chi chiamare, segnalando i numeri delle forze dell’ordine da contattare e riporta in ultima pagina i numeri di alcuni centri antiviolenza ed associazioni del territorio.

Insieme al vademecum nascono ipotesi di progetti di formazione ed informazione dei destinatari, ancora tutti da attuare. Prevista (non si sa quando) la convocazione dei nodi delle reti delle categorie cui il vademecum si rivolge per una prima informativa di carattere generale, cui seguirà la distribuzione effettiva, anche tra gli esercenti di quelle categorie che non hanno rappresentanti di riferimento. Prevista la creazione di un gruppo di operatori capaci di gestire le vittime di violenza anche sul piano psicologico; in questo senso si è parlato di formazione delle forze dell’ordine e del personale dei pronto soccorso. Previsto, inoltre, un percorso di dialogo con i ragazzi e le ragazze delle scuole nell’intento di creare nuovi modelli di pensiero e di cultura. «Si rende necessaria – segnala il questore – la cultura di un rapporto paritario che escluda ogni violenza», una nuova «concezione del rapporto uomo-donna nella nostra società». L’auspicio dei promotori/autori dell’iniziativa si trova nelle parole dell’assessore Gramaglia quando si augura che la presentazione odierna del vademecum non sia stata «solo un passaggio di carta, ma l’esito di un circuito di sensibilizzazione».

26 ottobre 2006

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