In corsia, “Anime con il naso rosso”
Presentato in Campidoglio un volume sui “clown dottori” di “! Ridere per Vivere !”. A Trastevere anche una mostra di Graziella Melina
Il sito di “! Ridere per Vivere !”
Nasi rossi, cravatte e cappellini variopinti, scarpe enormi e stravaganti, palloncini e bolle di sapone: un tripudio di colori e allegria contagiosa che ha accolto, come in un grande abbraccio, quanti hanno affollato, ieri, la sala della Protomoteca in Campidoglio, in occasione della presentazione del volume “Anime con il naso rosso. Clown Dottori: conquiste e prospettive della gelotologia”, di Sonia Fioravanti e Leonardo Spina (ediz. Armando Armando). Meglio conosciuta come “scienza del sorriso”, la gelotologia è una realtà applicata in moltissimi campi del disagio socio-sanitario e nella formazione. Da qui la figura dei “clown dottori”, particolari operatori professionali che, affiancandosi al lavoro svolto dai “dottori veri”, usano il gioco comico e poetico come metafora terapeutica.
«La nostra attività inizia nel 1990 – spiega Sonia Fioravanti, autrice del volume e psicoterapeuta -. Abbiamo lavorato nelle scuole, nelle realtà di disagio, ma anche tra gli adulti. Così, cinque anni dopo, è nata “! Ridere per Vivere !”. Creammo la figura di un clown dottore particolare, che curasse le emozioni negative trasformandole in positive. Ma – prosegue – occorreva preparazione». Gli aspiranti “clown dottori” devono infatti frequentare circa 300 ore di formazione, basata sulla conoscenza di materie tecniche (esercizi di mimo teatrale, tecniche di comunicazione non verbale), e teoriche (psicologia evolutiva, conoscenza di relazioni interculturali). «Ai clown dottori – spiega la psicoterapeuta – si affianca il “volontario del sorriso”, che agisce in gruppo per mantenere alto il livello di emozione positiva».
Il volume presentato in Campidoglio, che (nella prima parte) completa e integra “La terapia del ridere” uscito nel 1999 sempre a firma di Fioravanti e Spina, raccoglie numerose testimonianze dei volontari e dei “dottori”, a contatto con la sofferenza, spesso disarmante, dei bambini, dei malati, degli anziani. «Nel loro impegno – sottolinea Fioravanti – mettono tanto amore. E l’amore concorre al processo di guarigione, è complementare. Noi ci poniamo l’obiettivo di umanizzare la sanità, di ridere in pediatria, affinché le terapie possano giocare meglio il loro ruolo. Sono i medici – aggiunge – che adesso ci collocano ai prelievi, in sala operatoria, oppure ci fanno fare l’affiancamento durante le analisi invasive». «Anche in una persona che sta male c’è una cosa positiva. Ecco, questo è il nostro messaggio», sintetizza Leonardo Spina, autore del volume, attore, gelotologo e presidente della federazione nazionale “! Ridere per Vivere !”. E aggiunge: «Del ridere terapeutico nessuno scrive. Non c’è, nel mondo della comicoterapia, una voglia di andare a fondo. E questo libro serve a dare un contributo fattivo a quelli che fanno questo lavoro ma non ci studiano sopra. È importante invece – prosegue Spina – riportare gli studi che si fanno nel mondo. Serve per sostenere quello che stiamo facendo».
Presenti all’incontro anche Pamela Pantano, assessore alle politiche per l’infanzia e la famiglia, e Tiziana Biolghini, delegata alle politiche per l’handicap della Provincia di Roma, entrambe convinte «dell’importanza e delle ricadute positive che può avere un’iniziativa del genere negli ospedali, sia per la diminuzione dei tempi di degenza – sottolinea Pantano – sia per la possibilità di alleviare dalla situazione di abbandono che le persone sofferenti vivono nel quotidiano».
Per far conoscere la figura del clown dottore, la federazione nazionale delle associazioni “! Ridere per Vivere !” e l’Istituto di ricerca, documentazione e formazione “Homo ridens” hanno ideato una mostra fotografica dal titolo “Anime con il naso rosso”, in programma dal 17 al 23 marzo alla Galleria Stella di Trastevere: 50 immagini di Antonio Totano, Lorenzo Franzi e Francesco Riva, scattate per lo più in ospedali, dove spesso «la malattia, la miseria e la morte – sottolineano – possono trovare una consolazione nella poesia e nell’allegria, nella fiducia e nella speranza» grazie allo straordinario lavoro dei clown dottori.
16 marzo 2006