In mostra i colori dell’Impero romano

Alle Scuderie del Quirinale esposte oltre 100 opere provenienti da siti archeologici e musei di tutto il mondo. Tra affreschi, ritratti e paesaggi, ecco i dipinti dell’antica Roma di Francesca Romana Cicero

Così erano le case romane: come quelle degli dei, riccamente decorate, con colorati rivestimenti parietali, scenografici anche se poco interessati alla prospettiva, ed evocatori di una natura che pare sospesa. Una natura dai colori freschi, vivaci e delicati a un tempo, dominata da Dioniso, dio dei piaceri della vita e dei banchetti, e da soggetti mitologici, ereditati dalla civiltà greca – fonte primaria d’ispirazione –, adattata e rimodellata creativamente secondo le esigenze e il gusto della nuova committenza romana.

Ambienti “fantastici ed irreali”, eseguiti da artisti di cui non rimane traccia se non nelle opere stesse, data la scarsa considerazione in cui erano tenuti gli “artigiani” del tempo. Artisti che ci hanno tuttavia indotto a respingere quell’immagine, forse mai esistita, del mondo antico, tramandataci da una tradizione classicista e per così dire accademica, che lo volle caratterizzato da una scultura tutta in marmo bianco e calcare.

Alle Scuderie del Quirinale una mostra, d’impianto filologico e con obiettivi storici, documenta non solo la centralità della pittura nel mondo romano, ma anche il suo livello artistico raggiunto in un periodo compreso tra il II e il IV sec. d. C., dalla formazione dell’impero al suo tramonto. L’invito al visitatore e la sfida ai ricercatori sono volti a superare l’antica consuetudine di sovrapporre fino a farla coincidere l’arte romana a quella pompeiana – peraltro suo momento costitutivo – ma non esclusivo –, legato alla maestria e fecondità di botteghe impegnate a soddisfare le attese di ricchi magistrati e membri della famiglia imperiale, che avevano lussuose residenze nel golfo di Napoli.

Esaltati da un allestimento di Luca Ronconi che rende “luminoso” e non “illuminato” il soggetto – illuminazione ritenuta da alcuni addetti ai lavori troppo poco rispondente al vero, allo sguardo dell’antico ospite di quegli ambienti –, oltre cento pezzi, provenienti dai più importanti siti archeologici e musei di tutto il mondo, ricostruiscono lo sviluppo della pittura romana nei secoli. In mostra affreschi, ritratti su legno e su vetro e decorazioni provenienti dalle domus patrizie e dalle abitazioni e botteghe popolari. Emerge una pittura a macchia, rapida, con un uso del chiaroscuro e della lumeggiatura di cui possibili sono state le influenze sulla successiva pittura bizantina e medievale e, tramite esse, su quella moderna europea.

Scenografie parietali, paesaggi bucolici e agresti, vedute di ville e giardini, con affreschi provenienti dalla romana Villa Farnesina – eseguiti probabilmente da maestranze imperiali –, e quelli della Villa di Agrippa Postumo a Boscotrecase, sono esposti al primo piano, mentre il secondo ospita soggetti tematici (nature morte, scene di vita quotidiana e mitologiche). Percorso allestito tutto su toni grigi, comprese le didascalie, che risultano di difficile fruizione data la posizione prescelta – piuttosto bassa – per evitare che interferiscano con le opere stesse.

Merita una menzione speciale lo spazio dedicato alla ritrattistica, con un confronto con i ritratti di Al Fayyum, che in un Egitto romanizzato si sostituirono alla maschera funeraria delle mummie. Ritratti che “guardano ma non guardano”, perché oltrepassano lo sguardo del visitatore, posti accanto – nella parte conclusiva della mostra – a quelli dorati su vetro di età tardo-antica, alcuni dei quali prefigurano l’iconografia cristiana.

“Roma. La pittura di un Impero” c/o Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio, 16. Fino al 17 gennaio 2010. Curatori. Eugenio La Rocca, Serena Ensoli, Stefano Tortorella e Massimiliano Papini Catalogo Skira. Biglietti: intero 10 euro; ridotto 7,50 euro; scuole 4 euro per studente dal lunedì al venerdì; gruppi 10 euro. Orari: da domenica a giovedì dalle 10 alle 20; venerdì e sabato fino alle 22.30. Info: Tel. 06.39967500.

29 settembre 2009

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